Risparmio e obiettivi: quanto, come e per cosa mettere da parte
Risparmiare è più facile quando i soldi messi da parte hanno un nome e una scadenza. In questa lezione vediamo come misurare il risparmio, come renderlo automatico, come trasformare un desiderio in un obiettivo con un piano mese per mese, come ridurre le spese senza vivere peggio e qual è la differenza tra risparmiare e investire.
di Valentino RoccoPubblicato il 12 min di lettura
In questa pagina
- Perché risparmiare e quali obiettivi finanziare
- Risparmio lordo, risparmio netto e tasso di risparmio
- Risparmio programmato e accantonamenti automatici
- Obiettivi a breve, medio e lungo termine
- Ridurre le spese senza rinunciare al benessere
- Il fondo per le spese programmate
- Risparmio individuale e familiare
- La differenza tra risparmiare e investire
- Come restare costanti nel tempo
- In sintesi
«Dovrei risparmiare di più» è uno dei buoni propositi più comuni, e uno dei meno mantenuti. Il motivo è semplice: detto così, il risparmio è un sacrificio senza premio. Diventa molto più facile quando ha un nome e una scadenza: il viaggio dell’anno prossimo, l’anticipo per la casa, la tranquillità di avere qualcosa da parte.
Nella lezione sul budget personale abbiamo fatto spazio al risparmio nel piano di ogni mese. Ora vediamo come misurarlo, come renderlo automatico e, soprattutto, per cosa usarlo.
Perché risparmiare e quali obiettivi finanziare
Le ragioni per mettere da parte dei soldi sono, in fondo, tre:
- sicurezza: affrontare un imprevisto senza debiti, cioè il fondo di emergenza;
- progetti: pagare una spesa grande senza finanziamenti, dall’auto alla casa a un master;
- libertà: costruire nel tempo un patrimonio che ti dia più scelta, fino alla pensione.
Non serve scegliere: le tre ragioni convivono, ma con tempi e strumenti diversi. Per capire quanto sia difficile, basta guardare i dati: secondo l’Istat, nel secondo trimestre del 2026 le famiglie italiane hanno risparmiato il 6,7% del loro reddito disponibile, 1,2 punti in meno del trimestre precedente, mentre il loro potere d’acquisto è sceso dello 0,9%. In media, meno di 7 euro ogni 100.
Risparmio lordo, risparmio netto e tasso di risparmio
Prima di fissare obiettivi bisogna misurare bene da dove si parte. In questo corso usiamo due misure, che è facile confondere:
- il risparmio lordo è quello che resta sul conto a fine mese: entrate meno spese del mese;
- il risparmio netto è il risparmio lordo meno le quote già destinate alle spese programmate, come assicurazione, bollo e vacanze.
La differenza conta perché quelle quote non sono risparmio: sono soldi già impegnati, che usciranno fra qualche mese.
Il risparmio di Luca. Con il nuovo budget Luca spende 1.685 € al mese per le spese correnti e accantona 215 € per le spese programmate.
- Risparmio lordo: 2.300 € − 1.685 € = 615 €
- Risparmio netto: 615 € − 215 € = 400 €
Se guardasse solo il conto, Luca penserebbe di risparmiare 615 € al mese, e a marzo si troverebbe senza i soldi dell’assicurazione. Il suo vero risparmio è 400 €.
Il tasso di risparmio si calcola sul risparmio netto: 400 € su 2.300 € fa il 17,4%. È il numero da seguire nel tempo, perché permette di confrontarti con te stesso anche se lo stipendio cambia.
C’è poi un risparmio che non si vede sul conto: la quota capitale delle rate. Della rata dell’auto di Luca, 180 € al mese, questo mese 32,50 € sono interessi e 147,50 € riducono il debito. Non sono soldi disponibili, ma fanno crescere il patrimonio netto ogni mese, come abbiamo visto nella fotografia di partenza.
Risparmio programmato e accantonamenti automatici
Nella lezione sulla psicologia del denaro abbiamo visto quanto conti l’effetto predefinito: tendiamo a lasciare le cose come sono. Il risparmio automatico usa questa tendenza a nostro favore. Il principio si chiama pagare prima se stessi: il risparmio esce dal conto appena arriva lo stipendio, prima che si possa spendere.
Gli strumenti sono semplici:
- un bonifico periodico dal conto corrente a un conto deposito o a un sottoconto, impostato per il giorno dopo l’accredito dello stipendio;
- gli arrotondamenti offerti da alcune banche, che a ogni pagamento con la carta spostano i centesimi fino all’euro su un salvadanaio: utili per iniziare, ma da soli fanno poca strada;
- un piano di accumulo in ETF o fondi per gli obiettivi lontani, con un versamento automatico ogni mese: lo vedremo nella parte del corso sugli investimenti, e puoi già provarlo con il simulatore di PAC;
- il fondo pensione, che per i dipendenti può ricevere anche il TFR e il contributo del datore di lavoro.
L’automatismo di Luca. Lo stipendio arriva il 27. Il 28 partono due bonifici periodici: 215 € al conto delle spese programmate e 400 € al conto dei risparmi. Da quel momento Luca vive con quello che resta sul conto corrente, senza dover decidere ogni mese se risparmiare.
Obiettivi a breve, medio e lungo termine
Un desiderio diventa un obiettivo quando ha quattro elementi: che cosa, quanto costa, entro quando, quanto mettere da parte ogni mese. «Voglio comprare casa» è un desiderio; «voglio 30.000 € per l’anticipo fra cinque anni, quindi devo mettere da parte circa 465 € al mese, con un rendimento del 3%» è un obiettivo.
La scadenza decide anche dove tenere i soldi:
| Orizzonte | Esempi | Dove tenerli |
|---|---|---|
| Breve, fino a 2 anni | Vacanza, auto usata, fondo di emergenza | Conto deposito, conto corrente |
| Medio, da 2 a 7 anni | Anticipo casa, matrimonio, master | Conti vincolati, titoli di Stato |
| Lungo, oltre 7 anni | Pensione, studi dei figli, indipendenza | Investimenti diversificati |
Più l’obiettivo è vicino, meno rischio puoi permetterti: se fra un anno ti servono i soldi per il viaggio, non puoi rischiare che in quel momento valgano il 15% in meno.
Gli obiettivi di Luca. Luca ha 400 € al mese da mettere da parte e due obiettivi:
- Viaggio in Giappone: 2.400 € fra 12 mesi. Su un conto deposito che rende circa il 2% netto servono 198 € al mese: i 22 € di interessi coprono la differenza.
- Anticipo per la casa: 30.000 €. Per arrivarci in sei anni, con un rendimento netto del 3% all’anno, servirebbero circa 381 € al mese.
Le due rate insieme superano i 400 €, quindi Luca stabilisce un ordine. Per i primi 12 mesi divide a metà: 200 € al viaggio e 200 € alla casa. Dal tredicesimo mese mette 400 € sulla casa e, quando finisce il prestito dell’auto, anche i 180 € della rata. In più, ogni dicembre, versa 1.000 € della tredicesima.
Con questo piano, al 3% netto, arriva ai 30.000 € in 56 mesi, cioè in 4 anni e 8 mesi. Senza i 1.000 € della tredicesima gli servirebbero 63 mesi.
Puoi fare gli stessi calcoli per i tuoi obiettivi con lo strumento Obiettivo di risparmio: ti dice quanto versare per arrivare a una cifra entro una data, oppure quanto tempo ti serve con il versamento che puoi permetterti. Per un obiettivo a medio termine come quello di Luca, l’articolo sugli ETF obbligazionari a scadenza spiega uno strumento con una data di rimborso vicina a quella dell’obiettivo.
Ridurre le spese senza rinunciare al benessere
Risparmiare di più non vuol dire vivere peggio. Il segreto è tagliare ciò che ti importa poco per proteggere ciò che ti importa molto. Qualche regola pratica:
- Prima i tagli che fai una volta sola. Cambiare offerta di luce, gas o telefono, chiudere un abbonamento inutile o passare a un conto corrente meno caro richiede un’ora, ma fa risparmiare ogni mese, senza nessuna rinuncia. I 30 € al mese che Luca ha risparmiato su luce, gas e telefono fanno 360 € l’anno; versati per dieci anni al 3% diventano circa 4.190 €.
- Calcola il costo per utilizzo. Una palestra da 45 € al mese frequentata tre volte costa 15 € a ingresso. Vale ancora la pena? A volte sì, a volte no, ma è una domanda da farsi.
- Guarda le abitudini. Le spese piccole e quotidiane sommate fanno cifre grandi. Con gli strumenti Quanto spendi in cibo d’asporto, Quanto spendi in alcol e Quanto spendi in fumo vedi quanto costano in un anno e cosa diventerebbero investite.
- Non tagliare tutto. Rinunce troppo dure durano poco e finiscono con un «rimbalzo» di spese. Lascia nel budget una piccola quota per qualcosa che ti fa stare bene, senza doverla giustificare.
- Non risparmiare sulle spese che fanno risparmiare: la manutenzione dell’auto, la prevenzione dal dentista, un corso che migliora il tuo lavoro.
Il fondo per le spese programmate
Nella lezione sul budget abbiamo trasformato le spese annuali in una quota mensile. Quella quota va tenuta in un posto preciso: il fondo per le spese programmate, un conto o sottoconto separato da cui escono solo le spese previste nel budget annuale.
Funziona come un serbatoio: si riempie ogni mese con la stessa cifra e si svuota nei mesi delle scadenze. Per Luca entrano 215 € al mese ed escono 540 € a marzo, 240 € a maggio, 800 € ad agosto, 400 € a dicembre e le riparazioni quando servono. Se a fine anno resta qualcosa, perché gli imprevisti sono stati meno del previsto, resta nel fondo per l’anno dopo.
Con il fondo per le spese programmate i soldi di Luca sono organizzati in quattro contenitori, ognuno con un compito:
| Contenitore | A cosa serve | Dove |
|---|---|---|
| Conto delle spese | Le spese del mese | Conto corrente |
| Spese programmate | Scadenze dell’anno | Sottoconto o conto deposito libero |
| Fondo di emergenza | Imprevisti veri | Conto deposito libero o simili |
| Obiettivi | Progetti con una data | Secondo la scadenza |
La separazione è il punto: se tutto sta sullo stesso conto, è impossibile sapere quanto si può spendere davvero.
Risparmio individuale e familiare
Quando i redditi sono due, il risparmio diventa anche una questione di organizzazione e di fiducia. I modelli più diffusi sono tre:
- tutto in comune: un solo conto per entrambi, semplice ma richiede di condividere ogni scelta;
- metà e metà: ognuno versa la stessa cifra per le spese comuni, giusto solo se i redditi sono simili;
- in proporzione al reddito: ognuno contribuisce alle spese comuni in base a quanto guadagna, e il resto lo gestisce in autonomia.
Marta e Paolo. Marta guadagna 2.600 € netti al mese, Paolo 1.600 €. Le spese comuni, con casa, bollette, spesa e un risparmio per le vacanze insieme, sono 2.400 € al mese. In proporzione al reddito Marta versa sul conto comune il 61,9%, cioè 1.486 €, e Paolo il 38,1%, cioè 914 €. A entrambi resta circa il 43% del proprio reddito per le spese personali e il risparmio individuale.
Qualunque modello scegliate, ci sono tre regole che valgono per tutti: parlare di soldi apertamente, decidere insieme gli obiettivi comuni e avere ciascuno un minimo di autonomia, anche solo una piccola cifra personale al mese.
La differenza tra risparmiare e investire
Le due parole vengono spesso usate come sinonimi, ma indicano due cose diverse:
| Risparmiare | Investire | |
|---|---|---|
| Che cos’è | Non spendere una parte del reddito | Far lavorare i risparmi |
| Orizzonte | Breve | Medio e lungo |
| Rischio | Molto basso | Da basso ad alto |
| Rendimento | Basso, spesso sotto l’inflazione | Atteso più alto, non garantito |
| Strumenti | Conto, conto deposito | Titoli, ETF, fondi |
Il risparmio è la base, l’investimento è il passo successivo. Un ordine di priorità ragionevole è questo:
- un budget in equilibrio, che non consuma i risparmi passati;
- un fondo di emergenza adeguato: se hai debiti cari, parti da un fondo minimo di un mese di spese e completalo dopo averli estinti;
- l’estinzione dei debiti più cari, come le carte revolving;
- il risparmio per gli obiettivi a breve termine, in strumenti sicuri;
- l’investimento di lungo periodo per tutto ciò che non serve nei prossimi anni.
Abbiamo visto nella lezione su inflazione e valore del denaro che i soldi fermi perdono potere d’acquisto: per gli obiettivi lontani, solo risparmiare non basta. Come si investe lo vediamo nella lezione sui fondamenti degli investimenti; intanto puoi vedere l’effetto del tempo con il calcolatore di interesse composto.
Come restare costanti nel tempo
Iniziare a risparmiare è facile, continuare è la parte difficile. Ecco cosa aiuta davvero:
- Automatizza tutto quello che puoi: ogni decisione che non devi prendere è una tentazione in meno.
- Separa e nascondi: i risparmi su un conto diverso, meglio se senza carta collegata, si spendono molto meno.
- Rendi visibili i progressi: una tabella o un grafico che mostra quanto manca all’obiettivo motiva più di qualsiasi buon proposito.
- Usa gli aumenti. Gli economisti Richard Thaler e Shlomo Benartzi hanno mostrato che è più facile impegnarsi oggi a risparmiare una parte degli aumenti futuri che tagliare le spese adesso. Una regola semplice: a ogni aumento di stipendio, metà va al risparmio e metà a te.
- Nei mesi difficili riduci, non fermarti. Anche 20 € al mese mantengono l’abitudine, ed è l’abitudine che conta.
- Festeggia le tappe, con un premio piccolo e previsto nel budget: il primo mese di fondo di emergenza completo, metà dell’obiettivo raggiunta.
- Rivedi gli obiettivi una volta l’anno: la vita cambia, e il piano deve cambiare con lei.
In sintesi
- Il risparmio funziona meglio quando ha un nome e una scadenza.
- Distingui il risparmio lordo, quello che resta sul conto, dal risparmio netto, che esclude le quote per le spese programmate; il tasso di risparmio si calcola su quello netto.
- Paga prima te stesso: bonifici automatici il giorno dopo lo stipendio.
- Un obiettivo ha quattro elementi: che cosa, quanto, entro quando e quanto al mese. La scadenza decide dove tenere i soldi.
- Taglia prima le spese che riduci una volta sola, e proteggi quelle che ti fanno stare bene.
- Organizza i soldi in contenitori separati: spese del mese, spese programmate, emergenze, obiettivi.
- Risparmiare non è investire: prima la sicurezza, poi la crescita.
Esercizio. Scrivi i tuoi obiettivi, da uno a tre, con i quattro elementi: che cosa, quanto costa, entro quando e quanto al mese. Calcola la rata con lo strumento Obiettivo di risparmio, mettili in ordine di priorità e imposta un bonifico periodico per il primo, con partenza il giorno dopo lo stipendio.
Il primo contenitore da riempire, prima di qualsiasi obiettivo, è quello per gli imprevisti: nella prossima lezione vediamo quanto deve essere grande il fondo di emergenza e dove tenerlo.
Domande frequenti
Quanto bisognerebbe risparmiare ogni mese?
Un riferimento diffuso è il 10-20% del reddito netto, ma la cifra giusta dipende dai tuoi obiettivi: si parte da quanto serve per raggiungerli e si verifica se il budget lo permette. Se oggi non risparmi nulla, inizia anche con il 3-5% e alza la quota a ogni aumento di stipendio: la costanza conta più della cifra.
Che differenza c’è tra risparmiare e investire?
Risparmiare vuol dire non spendere una parte del reddito e tenerla al sicuro, pronta per l’uso. Investire vuol dire far lavorare quei risparmi accettando un rischio, per ottenere nel lungo periodo un rendimento più alto dell’inflazione. Prima si risparmia, poi si investe la parte che non serve nei prossimi anni.
Come si fissa un obiettivo di risparmio?
Un buon obiettivo ha quattro elementi: che cosa vuoi finanziare, quanto costa, entro quando ti serve e quanto devi mettere da parte ogni mese per arrivarci. Con lo strumento Obiettivo di risparmio puoi calcolare la rata mensile o il tempo necessario, anche tenendo conto di un rendimento.
Conviene tenere i risparmi su un conto separato?
Sì. I soldi che restano sul conto delle spese tendono a essere spesi. Un conto deposito libero, un sottoconto o un salvadanaio digitale separato rendono il risparmio meno visibile e quindi meno tentatore, e permettono di dividere le somme per obiettivo.
Come si risparmia in coppia?
I modelli più usati sono tre: mettere tutto in comune, dividere le spese a metà oppure contribuire in proporzione al reddito, tenendo un conto comune per casa e obiettivi condivisi e due conti personali. Qualunque modello scegliate, conta parlarne apertamente e decidere insieme gli obiettivi.
Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.