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Lezione 04 di 16

La tua situazione finanziaria: la fotografia di partenza

Prima di fare un budget, risparmiare o investire, devi sapere da dove parti. In questa lezione costruiamo passo per passo la fotografia della tua situazione finanziaria: entrate, uscite, risparmio effettivo, patrimonio, debiti e flussi di cassa, con un esempio completo e i numeri da tenere d’occhio.

di Valentino RoccoPubblicato il 9 min di lettura

In questa pagina
  1. Mappare entrate e uscite
  2. Distinguere spese fisse, variabili, periodiche e straordinarie
  3. Calcolare il risparmio mensile effettivo
  4. Patrimonio, attività e passività personali
  5. Debiti, rate e impegni futuri
  6. Il patrimonio netto personale
  7. I flussi di cassa della famiglia
  8. Costruire una fotografia realistica della propria situazione
  9. In sintesi

Immagina di voler raggiungere un posto con il navigatore: la prima cosa che ti chiede è dove ti trovi. Con i soldi è lo stesso. Prima di fare un budget, risparmiare per un obiettivo o investire, devi sapere da dove parti: quanto entra, quanto esce, quanto possiedi e quanto devi.

In questa lezione costruiamo questa fotografia di partenza passo per passo. Seguiremo un esempio concreto, quello di Luca, e alla fine avrai una lista di numeri da calcolare anche per te. Non serve nessuna competenza particolare: bastano gli estratti conto e un’ora di tempo.

Mappare entrate e uscite

Il primo passo è raccogliere i dati veri, non quelli che ricordi. La memoria tende a sottovalutare le spese piccole e a dimenticare quelle che arrivano una volta l’anno.

  1. Recupera gli ultimi tre mesi di estratti conto del conto corrente e delle carte di credito. Tre mesi bastano a vedere le spese ricorrenti senza perdersi nei dettagli.
  2. Elenca tutte le entrate: stipendio o pensione, entrate da lavoro autonomo, affitti, assegni, rimborsi. Usa le cifre nette, cioè quelle che arrivano davvero sul conto.
  3. Elenca tutte le uscite, raggruppandole per categoria: casa, cibo, trasporti, salute, tempo libero e così via. Non dimenticare i contanti: se prelevi 200 € al mese, cerca di ricordare dove finiscono.
  4. Cerca le spese annuali negli ultimi dodici mesi: assicurazioni, bollo, tasse, abbonamenti annuali, regali di Natale, vacanze.

Molte banche dividono già le spese per categoria nell’app. È un buon punto di partenza, ma controlla: spesso finiscono in «altro» spese importanti.

Distinguere spese fisse, variabili, periodiche e straordinarie

Non tutte le spese si comportano allo stesso modo. Distinguerle aiuta a capire dove si può intervenire e dove no.

Tipo Come sono Esempi
Fisse Stesso importo, o quasi, ogni mese Affitto, rate, telefono
Variabili Cambiano con le tue scelte Spesa, carburante, uscite
Periodiche Poche volte l’anno, ma prevedibili Bollo, TARI, regali, vacanze
Straordinarie Non si possono prevedere Guasti, dentista, meccanico

Il trucco più utile riguarda le spese periodiche: trasformale in una quota mensile. Un’assicurazione auto da 540 € l’anno pesa 45 € al mese, anche se la paghi tutta a marzo. Se non la conti ogni mese, a marzo ti sembrerà un imprevisto, e non lo è.

Per le spese straordinarie fai una stima basata sugli ultimi anni: quanto hai speso in media per riparazioni, dentista, elettrodomestici? Anche qui, dividi per dodici.

Calcolare il risparmio mensile effettivo

Ora puoi calcolare quanto risparmi davvero:

risparmio mensile = entrate nette − uscite (comprese le quote mensili delle spese periodiche e straordinarie)

E il tasso di risparmio, che permette di confrontarti nel tempo anche se il reddito cambia:

tasso di risparmio = risparmio mensile ÷ entrate nette × 100

L’esempio di Luca. Luca ha 34 anni, vive da solo in affitto e guadagna 2.300 € netti al mese. Ecco le sue uscite medie:

Voce Al mese
Spese fisse: affitto 750 €, rata del prestito auto 180 €, bollette 120 €, telefono e internet 35 € 1.085 €
Spese variabili: spesa alimentare 350 €, carburante 80 €, uscite 150 €, altro 100 € 680 €
Spese periodiche: assicurazione auto 45 €, bollo 20 €, regali e vacanze 100 € 165 €
Spese straordinarie: stima di 600 € l’anno 50 €
Totale uscite 1.980 €

Luca risparmia 320 € al mese, cioè il 13,9% del suo reddito netto. In più ha la tredicesima, che non abbiamo contato: un buon motivo per decidere in anticipo cosa farne.

Se il tuo risparmio esce negativo, non scoraggiarti: è un’informazione preziosa. Vuol dire che stai usando risparmi passati o debiti per coprire le spese, e che il budget della prossima lezione ti servirà ancora di più. Per fare i conti in modo guidato puoi usare il calcolatore del budget.

Patrimonio, attività e passività personali

Passiamo dai flussi allo stock: quello che possiedi in questo momento. Le attività sono tutto ciò che ha un valore economico:

  • liquidità: conto corrente, conto deposito, contanti;
  • investimenti: titoli di Stato, ETF, fondi, azioni, polizze di investimento;
  • previdenza: fondo pensione e TFR maturato, se lo conosci;
  • beni: casa, auto, altri oggetti di valore che potresti vendere.

Le passività sono i debiti: mutuo residuo, prestiti, finanziamenti, saldo da pagare delle carte di credito, debiti verso familiari.

Una regola importante: valuta i beni al valore realistico di vendita, non a quello che li hai pagati. Un’auto comprata a 18.000 € tre anni fa oggi può valerne 9.000. La casa vale quanto potresti venderla oggi, al netto dei costi di vendita, non quanto ti piacerebbe venderla.

Debiti, rate e impegni futuri

Per ogni debito annota quattro informazioni: quanto devi ancora (il debito residuo), il tasso d’interesse, la rata e quando finisce. Le trovi nel piano di ammortamento o nell’area clienti della banca o della finanziaria.

Debito Residuo Tasso Rata Fine
Auto 5.200 € 7,5% 180 € Fra 32 mesi circa

Due numeri da tenere d’occhio:

  • il rapporto tra rate e reddito: per Luca 180 € su 2.300 €, cioè il 7,8%. Molte banche considerano sostenibile un totale delle rate fino a circa un terzo del reddito netto, mutuo compreso;
  • il tasso di ogni debito: quelli più cari, come le carte revolving, sono i primi da ridurre. Lo vedremo nella lezione su debiti e prestiti.

Tra gli impegni futuri metti anche quelli che non sono ancora debiti ma lo diventeranno: una spesa importante già decisa, come un matrimonio o un’auto da cambiare, o un aiuto che hai promesso a un familiare.

Il patrimonio netto personale

Ora il numero più importante:

patrimonio netto = attività − passività

Il patrimonio netto di Luca.

Voce Valore
Conto corrente 3.500 €
Conto deposito 6.000 €
ETF 8.500 €
Fondo pensione 4.000 €
Auto (valore di vendita) 7.000 €
Totale attività 29.000 €
Prestito auto 5.200 €
Totale passività 5.200 €

Il patrimonio netto di Luca è quindi:

29.000 € di attività − 5.200 € di passività = 23.800 €

C’è però un dettaglio. L’auto perde valore ogni anno e Luca non la venderebbe, se non per comprarne un’altra: è un bene che usa, non un risparmio. Per questo conviene calcolare anche il patrimonio netto finanziario, che tiene conto solo delle attività finanziarie, cioè conti, investimenti e fondo pensione:

3.500 € + 6.000 € + 8.500 € + 4.000 € = 22.000 € di attività finanziarie

22.000 € − 5.200 € di prestito = 16.800 € di patrimonio netto finanziario

È lo stesso risultato che ottieni togliendo l’auto dal patrimonio netto: 23.800 € − 7.000 € = 16.800 €. Il debito resta tutto, anche se è servito a comprare l’auto, perché la rata va pagata comunque.

Il valore assoluto conta meno della direzione: se fra sei mesi il patrimonio netto è più alto, stai andando nella direzione giusta. Per questo conviene calcolarlo con regolarità, sempre con lo stesso metodo.

I flussi di cassa della famiglia

Sapere quanto entra ed esce in un mese non basta: conta anche quando. I soldi possono bastare in media ma mancare in certi giorni, perché le uscite arrivano prima delle entrate.

Il calendario di Luca. Lo stipendio arriva il 27. L’affitto parte il 1° del mese, la rata del prestito il 10, le bollette ogni due mesi, l’assicurazione auto tutta a marzo. Tra il 20 e il 27 il conto è spesso quasi vuoto, e a marzo, se non ha messo da parte la quota mensile dell’assicurazione, va in difficoltà.

Due soluzioni semplici: spostare la data della rata subito dopo lo stipendio, e tenere su un conto separato le quote mensili delle spese periodiche, così a marzo i 540 € sono già pronti.

Se in famiglia ci sono più redditi, segna anche chi paga cosa: è il punto di partenza per decidere se tenere un conto comune per le spese di casa.

Costruire una fotografia realistica della propria situazione

Qualche regola per non ingannarsi:

  • Usa i dati, non le sensazioni. Gli estratti conto non mentono, la memoria sì.
  • Sii prudente con i valori. Meglio sottostimare il valore dei beni e sovrastimare le spese che il contrario.
  • Non contare i soldi che non hai ancora: premi, rimborsi o eredità attese entrano nella fotografia quando arrivano.
  • Includi tutto, anche le spese che ti imbarazzano: la fotografia serve a te, non deve piacere a nessuno.
  • Ripeti la fotografia: le spese ogni mese, il patrimonio ogni sei mesi e a ogni cambiamento importante della tua vita.

Alla fine avrai pochi numeri che riassumono la tua situazione. Ecco quelli da calcolare e qualche riferimento indicativo:

Indicatore e calcolo Riferimento Luca
Tasso di risparmio
risparmio ÷ entrate nette
Almeno 10-20% 13,9%
Rate sul reddito
rate ÷ entrate nette
Fino a un terzo circa 7,8%
Mesi di riserva
liquidità ÷ spese essenziali del mese
3-6 mesi, di più se il reddito è instabile Circa 6
Patrimonio netto
attività − passività
In crescita 23.800 €

Per i mesi di riserva Luca ha diviso la liquidità, 9.500 € tra conto corrente e conto deposito, per le sue spese essenziali, circa 1.580 € al mese tra spese fisse, cibo, carburante, assicurazione e bollo. Quanto deve essere grande la tua riserva lo vedremo nella lezione sul fondo di emergenza, e puoi calcolarlo subito con lo strumento del fondo di emergenza.

In sintesi

  • Parti dai dati veri: tre mesi di estratti conto e le spese annuali degli ultimi dodici mesi.
  • Distingui le spese in fisse, variabili, periodiche e straordinarie, e trasforma le periodiche in una quota mensile.
  • Calcola il risparmio mensile effettivo e il tasso di risparmio.
  • Il patrimonio netto è attività meno passività, con i beni al valore realistico di vendita: conta soprattutto che cresca.
  • Guarda anche quando entrano ed escono i soldi, non solo quanti.

Esercizio. Compila per te la tabella degli indicatori: tasso di risparmio, rate sul reddito, mesi di riserva e patrimonio netto. Riprendi il foglio della prima lezione e confronta: i numeri veri sono uguali a quelli che avevi stimato a memoria? Di solito le spese vere sono più alte di quelle ricordate.

Con questa lezione si chiude la prima parte del corso. Nella seconda passiamo alla gestione di ogni giorno, a partire dallo strumento più importante: il budget personale.

Domande frequenti

Come si calcola il patrimonio netto personale?

Si sommano tutte le attività, cioè conti, investimenti, fondo pensione, casa e altri beni al loro valore realistico di vendita, e si tolgono tutte le passività, cioè mutuo residuo, prestiti e debiti sulle carte. Il risultato è il patrimonio netto: conviene ricalcolarlo ogni sei mesi per vedere se cresce.

Che differenza c’è tra spese fisse e variabili?

Le spese fisse hanno un importo uguale, o quasi, ogni mese, come affitto, rate e abbonamenti. Le variabili cambiano da un mese all’altro, come spesa alimentare, carburante e uscite. Ci sono poi le spese periodiche, che arrivano una o poche volte l’anno, come assicurazione auto e bollo, e quelle straordinarie, che non si possono prevedere con precisione.

Qual è un buon tasso di risparmio?

Molte guide indicano come obiettivo almeno il 10-20% del reddito netto, ma dipende dall’età, dagli obiettivi e dal costo della vita. L’importante è che sia positivo e costante: chi risparmia il 5% ogni mese da anni sta meglio di chi risparmia il 30% una volta ogni tanto.

Quanto possono pesare le rate sul reddito?

Molte banche considerano sostenibile un totale delle rate fino a circa un terzo del reddito netto mensile, mutuo compreso. Oltre questa soglia resta poco margine per le altre spese e per gli imprevisti, e diventa difficile ottenere nuovi finanziamenti.

Ogni quanto conviene aggiornare la propria situazione finanziaria?

Le spese si controllano ogni mese, la fotografia completa con patrimonio e debiti ogni sei mesi o una volta l’anno, e sempre quando cambia qualcosa di importante: un nuovo lavoro, un trasloco, un figlio, un mutuo.

Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.