La tua situazione finanziaria: la fotografia di partenza
Prima di fare un budget, risparmiare o investire, devi sapere da dove parti. In questa lezione costruiamo passo per passo la fotografia della tua situazione finanziaria: entrate, uscite, risparmio effettivo, patrimonio, debiti e flussi di cassa, con un esempio completo e i numeri da tenere d’occhio.
di Valentino RoccoPubblicato il 9 min di lettura
In questa pagina
- Mappare entrate e uscite
- Distinguere spese fisse, variabili, periodiche e straordinarie
- Calcolare il risparmio mensile effettivo
- Patrimonio, attività e passività personali
- Debiti, rate e impegni futuri
- Il patrimonio netto personale
- I flussi di cassa della famiglia
- Costruire una fotografia realistica della propria situazione
- In sintesi
Immagina di voler raggiungere un posto con il navigatore: la prima cosa che ti chiede è dove ti trovi. Con i soldi è lo stesso. Prima di fare un budget, risparmiare per un obiettivo o investire, devi sapere da dove parti: quanto entra, quanto esce, quanto possiedi e quanto devi.
In questa lezione costruiamo questa fotografia di partenza passo per passo. Seguiremo un esempio concreto, quello di Luca, e alla fine avrai una lista di numeri da calcolare anche per te. Non serve nessuna competenza particolare: bastano gli estratti conto e un’ora di tempo.
Mappare entrate e uscite
Il primo passo è raccogliere i dati veri, non quelli che ricordi. La memoria tende a sottovalutare le spese piccole e a dimenticare quelle che arrivano una volta l’anno.
- Recupera gli ultimi tre mesi di estratti conto del conto corrente e delle carte di credito. Tre mesi bastano a vedere le spese ricorrenti senza perdersi nei dettagli.
- Elenca tutte le entrate: stipendio o pensione, entrate da lavoro autonomo, affitti, assegni, rimborsi. Usa le cifre nette, cioè quelle che arrivano davvero sul conto.
- Elenca tutte le uscite, raggruppandole per categoria: casa, cibo, trasporti, salute, tempo libero e così via. Non dimenticare i contanti: se prelevi 200 € al mese, cerca di ricordare dove finiscono.
- Cerca le spese annuali negli ultimi dodici mesi: assicurazioni, bollo, tasse, abbonamenti annuali, regali di Natale, vacanze.
Molte banche dividono già le spese per categoria nell’app. È un buon punto di partenza, ma controlla: spesso finiscono in «altro» spese importanti.
Distinguere spese fisse, variabili, periodiche e straordinarie
Non tutte le spese si comportano allo stesso modo. Distinguerle aiuta a capire dove si può intervenire e dove no.
| Tipo | Come sono | Esempi |
|---|---|---|
| Fisse | Stesso importo, o quasi, ogni mese | Affitto, rate, telefono |
| Variabili | Cambiano con le tue scelte | Spesa, carburante, uscite |
| Periodiche | Poche volte l’anno, ma prevedibili | Bollo, TARI, regali, vacanze |
| Straordinarie | Non si possono prevedere | Guasti, dentista, meccanico |
Il trucco più utile riguarda le spese periodiche: trasformale in una quota mensile. Un’assicurazione auto da 540 € l’anno pesa 45 € al mese, anche se la paghi tutta a marzo. Se non la conti ogni mese, a marzo ti sembrerà un imprevisto, e non lo è.
Per le spese straordinarie fai una stima basata sugli ultimi anni: quanto hai speso in media per riparazioni, dentista, elettrodomestici? Anche qui, dividi per dodici.
Calcolare il risparmio mensile effettivo
Ora puoi calcolare quanto risparmi davvero:
risparmio mensile = entrate nette − uscite (comprese le quote mensili delle spese periodiche e straordinarie)
E il tasso di risparmio, che permette di confrontarti nel tempo anche se il reddito cambia:
tasso di risparmio = risparmio mensile ÷ entrate nette × 100
L’esempio di Luca. Luca ha 34 anni, vive da solo in affitto e guadagna 2.300 € netti al mese. Ecco le sue uscite medie:
| Voce | Al mese |
|---|---|
| Spese fisse: affitto 750 €, rata del prestito auto 180 €, bollette 120 €, telefono e internet 35 € | 1.085 € |
| Spese variabili: spesa alimentare 350 €, carburante 80 €, uscite 150 €, altro 100 € | 680 € |
| Spese periodiche: assicurazione auto 45 €, bollo 20 €, regali e vacanze 100 € | 165 € |
| Spese straordinarie: stima di 600 € l’anno | 50 € |
| Totale uscite | 1.980 € |
Luca risparmia 320 € al mese, cioè il 13,9% del suo reddito netto. In più ha la tredicesima, che non abbiamo contato: un buon motivo per decidere in anticipo cosa farne.
Se il tuo risparmio esce negativo, non scoraggiarti: è un’informazione preziosa. Vuol dire che stai usando risparmi passati o debiti per coprire le spese, e che il budget della prossima lezione ti servirà ancora di più. Per fare i conti in modo guidato puoi usare il calcolatore del budget.
Patrimonio, attività e passività personali
Passiamo dai flussi allo stock: quello che possiedi in questo momento. Le attività sono tutto ciò che ha un valore economico:
- liquidità: conto corrente, conto deposito, contanti;
- investimenti: titoli di Stato, ETF, fondi, azioni, polizze di investimento;
- previdenza: fondo pensione e TFR maturato, se lo conosci;
- beni: casa, auto, altri oggetti di valore che potresti vendere.
Le passività sono i debiti: mutuo residuo, prestiti, finanziamenti, saldo da pagare delle carte di credito, debiti verso familiari.
Una regola importante: valuta i beni al valore realistico di vendita, non a quello che li hai pagati. Un’auto comprata a 18.000 € tre anni fa oggi può valerne 9.000. La casa vale quanto potresti venderla oggi, al netto dei costi di vendita, non quanto ti piacerebbe venderla.
Debiti, rate e impegni futuri
Per ogni debito annota quattro informazioni: quanto devi ancora (il debito residuo), il tasso d’interesse, la rata e quando finisce. Le trovi nel piano di ammortamento o nell’area clienti della banca o della finanziaria.
| Debito | Residuo | Tasso | Rata | Fine |
|---|---|---|---|---|
| Auto | 5.200 € | 7,5% | 180 € | Fra 32 mesi circa |
Due numeri da tenere d’occhio:
- il rapporto tra rate e reddito: per Luca 180 € su 2.300 €, cioè il 7,8%. Molte banche considerano sostenibile un totale delle rate fino a circa un terzo del reddito netto, mutuo compreso;
- il tasso di ogni debito: quelli più cari, come le carte revolving, sono i primi da ridurre. Lo vedremo nella lezione su debiti e prestiti.
Tra gli impegni futuri metti anche quelli che non sono ancora debiti ma lo diventeranno: una spesa importante già decisa, come un matrimonio o un’auto da cambiare, o un aiuto che hai promesso a un familiare.
Il patrimonio netto personale
Ora il numero più importante:
patrimonio netto = attività − passività
Il patrimonio netto di Luca.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Conto corrente | 3.500 € |
| Conto deposito | 6.000 € |
| ETF | 8.500 € |
| Fondo pensione | 4.000 € |
| Auto (valore di vendita) | 7.000 € |
| Totale attività | 29.000 € |
| Prestito auto | 5.200 € |
| Totale passività | 5.200 € |
Il patrimonio netto di Luca è quindi:
29.000 € di attività − 5.200 € di passività = 23.800 €
C’è però un dettaglio. L’auto perde valore ogni anno e Luca non la venderebbe, se non per comprarne un’altra: è un bene che usa, non un risparmio. Per questo conviene calcolare anche il patrimonio netto finanziario, che tiene conto solo delle attività finanziarie, cioè conti, investimenti e fondo pensione:
3.500 € + 6.000 € + 8.500 € + 4.000 € = 22.000 € di attività finanziarie
22.000 € − 5.200 € di prestito = 16.800 € di patrimonio netto finanziario
È lo stesso risultato che ottieni togliendo l’auto dal patrimonio netto: 23.800 € − 7.000 € = 16.800 €. Il debito resta tutto, anche se è servito a comprare l’auto, perché la rata va pagata comunque.
Il valore assoluto conta meno della direzione: se fra sei mesi il patrimonio netto è più alto, stai andando nella direzione giusta. Per questo conviene calcolarlo con regolarità, sempre con lo stesso metodo.
I flussi di cassa della famiglia
Sapere quanto entra ed esce in un mese non basta: conta anche quando. I soldi possono bastare in media ma mancare in certi giorni, perché le uscite arrivano prima delle entrate.
Il calendario di Luca. Lo stipendio arriva il 27. L’affitto parte il 1° del mese, la rata del prestito il 10, le bollette ogni due mesi, l’assicurazione auto tutta a marzo. Tra il 20 e il 27 il conto è spesso quasi vuoto, e a marzo, se non ha messo da parte la quota mensile dell’assicurazione, va in difficoltà.
Due soluzioni semplici: spostare la data della rata subito dopo lo stipendio, e tenere su un conto separato le quote mensili delle spese periodiche, così a marzo i 540 € sono già pronti.
Se in famiglia ci sono più redditi, segna anche chi paga cosa: è il punto di partenza per decidere se tenere un conto comune per le spese di casa.
Costruire una fotografia realistica della propria situazione
Qualche regola per non ingannarsi:
- Usa i dati, non le sensazioni. Gli estratti conto non mentono, la memoria sì.
- Sii prudente con i valori. Meglio sottostimare il valore dei beni e sovrastimare le spese che il contrario.
- Non contare i soldi che non hai ancora: premi, rimborsi o eredità attese entrano nella fotografia quando arrivano.
- Includi tutto, anche le spese che ti imbarazzano: la fotografia serve a te, non deve piacere a nessuno.
- Ripeti la fotografia: le spese ogni mese, il patrimonio ogni sei mesi e a ogni cambiamento importante della tua vita.
Alla fine avrai pochi numeri che riassumono la tua situazione. Ecco quelli da calcolare e qualche riferimento indicativo:
| Indicatore e calcolo | Riferimento | Luca |
|---|---|---|
| Tasso di risparmio risparmio ÷ entrate nette |
Almeno 10-20% | 13,9% |
| Rate sul reddito rate ÷ entrate nette |
Fino a un terzo circa | 7,8% |
| Mesi di riserva liquidità ÷ spese essenziali del mese |
3-6 mesi, di più se il reddito è instabile | Circa 6 |
| Patrimonio netto attività − passività |
In crescita | 23.800 € |
Per i mesi di riserva Luca ha diviso la liquidità, 9.500 € tra conto corrente e conto deposito, per le sue spese essenziali, circa 1.580 € al mese tra spese fisse, cibo, carburante, assicurazione e bollo. Quanto deve essere grande la tua riserva lo vedremo nella lezione sul fondo di emergenza, e puoi calcolarlo subito con lo strumento del fondo di emergenza.
In sintesi
- Parti dai dati veri: tre mesi di estratti conto e le spese annuali degli ultimi dodici mesi.
- Distingui le spese in fisse, variabili, periodiche e straordinarie, e trasforma le periodiche in una quota mensile.
- Calcola il risparmio mensile effettivo e il tasso di risparmio.
- Il patrimonio netto è attività meno passività, con i beni al valore realistico di vendita: conta soprattutto che cresca.
- Guarda anche quando entrano ed escono i soldi, non solo quanti.
Esercizio. Compila per te la tabella degli indicatori: tasso di risparmio, rate sul reddito, mesi di riserva e patrimonio netto. Riprendi il foglio della prima lezione e confronta: i numeri veri sono uguali a quelli che avevi stimato a memoria? Di solito le spese vere sono più alte di quelle ricordate.
Con questa lezione si chiude la prima parte del corso. Nella seconda passiamo alla gestione di ogni giorno, a partire dallo strumento più importante: il budget personale.
Domande frequenti
Come si calcola il patrimonio netto personale?
Si sommano tutte le attività, cioè conti, investimenti, fondo pensione, casa e altri beni al loro valore realistico di vendita, e si tolgono tutte le passività, cioè mutuo residuo, prestiti e debiti sulle carte. Il risultato è il patrimonio netto: conviene ricalcolarlo ogni sei mesi per vedere se cresce.
Che differenza c’è tra spese fisse e variabili?
Le spese fisse hanno un importo uguale, o quasi, ogni mese, come affitto, rate e abbonamenti. Le variabili cambiano da un mese all’altro, come spesa alimentare, carburante e uscite. Ci sono poi le spese periodiche, che arrivano una o poche volte l’anno, come assicurazione auto e bollo, e quelle straordinarie, che non si possono prevedere con precisione.
Qual è un buon tasso di risparmio?
Molte guide indicano come obiettivo almeno il 10-20% del reddito netto, ma dipende dall’età, dagli obiettivi e dal costo della vita. L’importante è che sia positivo e costante: chi risparmia il 5% ogni mese da anni sta meglio di chi risparmia il 30% una volta ogni tanto.
Quanto possono pesare le rate sul reddito?
Molte banche considerano sostenibile un totale delle rate fino a circa un terzo del reddito netto mensile, mutuo compreso. Oltre questa soglia resta poco margine per le altre spese e per gli imprevisti, e diventa difficile ottenere nuovi finanziamenti.
Ogni quanto conviene aggiornare la propria situazione finanziaria?
Le spese si controllano ogni mese, la fotografia completa con patrimonio e debiti ogni sei mesi o una volta l’anno, e sempre quando cambia qualcosa di importante: un nuovo lavoro, un trasloco, un figlio, un mutuo.
Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.