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Lezione 09 di 16

Debiti, prestiti e credito al consumo: quanto costano e come uscirne

Un prestito non è buono o cattivo di per sé: dipende da quanto costa, da cosa finanzia e da quanto pesa sul tuo bilancio. In questa lezione vediamo come leggere TAN e TAEG, quanto costano davvero prestiti personali, carte revolving e acquisti a rate, come le banche valutano chi chiede credito e quali strategie funzionano per uscire dai debiti.

di Valentino RoccoPubblicato il 13 min di lettura

In questa pagina
  1. Come funziona il credito
  2. Capitale, interessi, durata e rata
  3. TAN, TAEG e costo totale del finanziamento
  4. Prestiti personali, carte revolving e acquisti a rate
  5. Il rapporto tra rata e reddito
  6. Merito creditizio, Centrale dei rischi e sistemi di informazione creditizia
  7. Debito sostenibile e sovraindebitamento
  8. Confrontare e valutare le offerte
  9. Strategie per ridurre ed estinguere i debiti
  10. Rinegoziazione, consolidamento e rischi delle soluzioni facili
  11. In sintesi

«Lo prendo a rate, tanto sono solo 60 € al mese.» È la frase con cui iniziano molti debiti. Il credito di per sé non è un male: senza un mutuo quasi nessuno potrebbe comprare casa, e un prestito ben scelto può finanziare un’auto che serve per lavorare. Il problema nasce quando non si sa quanto costa davvero, o quando le rate si sommano fino a togliere spazio al resto della vita.

In questa lezione impariamo a leggere un prestito come lo legge una banca: capitale, interessi, durata, costo totale. Poi vediamo come si valuta un’offerta, cosa sono la Centrale dei rischi e la CRIF e quali strategie funzionano davvero per uscire dai debiti.

Come funziona il credito

Chiedere un prestito vuol dire usare oggi soldi che guadagnerai domani. Chi te li presta chiede in cambio un prezzo, l’interesse, che paga due cose: il tempo, perché per anni quei soldi non può usarli lui, e il rischio che tu non li restituisca.

Per questo il prezzo cambia molto a seconda del tipo di credito. Un mutuo è garantito dalla casa, con l’ipoteca: se non paghi, la banca può farla vendere. Un prestito personale non ha nessuna garanzia, e la carta revolving ancora meno controlli. Lo si vede nelle rilevazioni della Banca d’Italia, che ogni tre mesi pubblica i tassi effettivi medi:

Tipo di credito Tasso effettivo medio
Mutuo a tasso fisso 4,52%
Prestito personale 12,08%
Cessione del quinto, fino a 15.000 € 14,23%
Carta revolving 16,50%

Più il finanziamento è facile da ottenere e veloce da usare, più di solito costa.

Capitale, interessi, durata e rata

Ogni prestito ha quattro elementi:

  • il capitale: la somma che ricevi;
  • il tasso: il prezzo annuo del denaro;
  • la durata: il numero di mesi in cui restituisci;
  • la rata: quanto paghi ogni mese.

Quasi tutti i prestiti in Italia usano l’ammortamento alla francese: la rata resta uguale per tutta la durata, ma cambia la sua composizione. All’inizio è fatta soprattutto di interessi, perché il debito è alto; man mano che il debito scende, cresce la parte di capitale.

Un prestito di 10.000 € in 5 anni, con un TAN del 7,3%, vicino alla media di mercato del 2026, ha una rata di 199,43 €. Nella prima rata, 60,83 € sono interessi e 138,60 € capitale. In 60 rate si pagano 1.965,83 € di interessi.

La durata è la leva più ingannevole. Allungarla abbassa la rata, ma fa pagare interessi più a lungo: un prestito «con rate leggere» è quasi sempre un prestito più caro.

TAN, TAEG e costo totale del finanziamento

Gli annunci mostrano due tassi, e la differenza conta:

  • il TAN, tasso annuo nominale, è il tasso puro con cui si calcolano gli interessi;
  • il TAEG, tasso annuo effettivo globale, comprende anche le spese obbligatorie: istruttoria, incasso delle rate, imposte, assicurazioni richieste per ottenere il prestito.

Il TAEG è il costo vero del finanziamento, espresso in percentuale all’anno, ed è il numero da usare per confrontare le offerte. Nel documento che la banca deve consegnarti prima della firma, le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori, trovi anche il costo totale del credito e l’importo totale dovuto, cioè quanto restituirai in tutto.

Due offerte per 10.000 € in 5 anni.

Offerta A Offerta B
TAN 6,9% 7,5%
Spese di istruttoria 400 € 0 €
Incasso di ogni rata 3 € 0 €
Rata 197,54 € 200,38 €
TAEG 9,67% 7,76%
Costo totale 2.432 € 2.023 €

L’offerta A ha il TAN più basso e la rata più bassa, ma con le spese costa circa 410 € in più. Guardando solo il TAN avresti scelto quella sbagliata.

Il tasso zero segue la stessa logica. Uno smartphone da 1.200 € in 20 rate da 60 € con TAN 0% sembra gratuito, ma se ci sono 60 € di istruttoria e 1,50 € di incasso per ogni rata il TAEG è del 9,18%: paghi 90 € in più per avere il telefono subito.

Ogni tipo di credito ha poi un limite massimo di legge, il tasso soglia di usura, calcolato ogni tre mesi dai tassi medi della Banca d’Italia: un tasso più alto è illegale. Fino al 31 dicembre 2026 la soglia è del 19,1% per i prestiti personali e del 24,5% per le carte revolving. Avvicinarsi alla soglia non è illegale, ma è un segnale che il credito costa moltissimo.

Prestiti personali, carte revolving e acquisti a rate

Le forme di credito al consumo più comuni sono:

  • il prestito personale: ricevi una somma sul conto e la restituisci a rate fisse, senza dover dire come la usi;
  • il prestito finalizzato: è legato all’acquisto di un bene preciso, come un’auto o una cucina, e i soldi vanno direttamente al venditore;
  • la cessione del quinto: la rata, al massimo un quinto dello stipendio o della pensione netti, viene trattenuta direttamente in busta paga; la durata arriva a dieci anni ed è accessibile anche a chi ha avuto problemi di credito, ma per importi piccoli è cara;
  • la carta revolving: hai un fido che si ricostituisce man mano che paghi, con una rata minima mensile; è il credito più caro e il più facile da usare senza accorgersene;
  • il «compra ora, paga dopo»: il pagamento in tre o quattro rate offerto da molti negozi online, spesso senza interessi ma con penali in caso di ritardo.

La trappola della revolving. Con 3.000 € di debito su una carta revolving al 16,5%, il tasso medio rilevato dalla Banca d’Italia, e una rata di 100 € al mese, servono 39 mesi per azzerarlo e si pagano 810 € di interessi. E se nel frattempo continui a usare la carta, il debito non scende mai.

Dal 20 novembre 2026 si applicano anche in Italia le nuove regole europee sul credito ai consumatori, recepite con un decreto legislativo di fine 2025. Tra le novità: valgono per prestiti fino a 100.000 €, comprendono molte forme di «compra ora, paga dopo» e richiedono una verifica più attenta del merito creditizio; le pubblicità con tassi o costi devono ricordare chiaramente che prendere soldi in prestito costa.

Il rapporto tra rata e reddito

Il primo controllo da fare prima di firmare è semplice: quanto pesa la nuova rata sul tuo reddito netto? Due riferimenti prudenti:

  • il totale delle rate, mutuo compreso, non dovrebbe superare circa un terzo del reddito netto;
  • le rate dei prestiti al consumo, cioè tutto tranne il mutuo, dovrebbero restare entro il 10-15%.

Luca, con 180 € di rata dell’auto su 2.300 € netti, è al 7,8%: un livello sano. Se aggiungesse il prestito da 10.000 € dell’esempio, salirebbe al 16,5%, e il suo risparmio mensile passerebbe da 400 a circa 200 €. È questo il vero costo di un debito: non solo gli interessi, ma gli obiettivi che rallenta.

Merito creditizio, Centrale dei rischi e sistemi di informazione creditizia

Prima di concedere un prestito, la banca valuta il tuo merito creditizio: la probabilità che tu restituisca i soldi. Guarda il reddito e la sua stabilità, le altre rate che paghi e la tua storia di pagamenti, che trova in due tipi di archivi.

La Centrale dei rischi della Banca d’Italia raccoglie i finanziamenti di ogni cliente quando superano i 30.000 €, e le sofferenze, cioè i debiti che non si riesce a pagare, già da 250 €. Puoi vedere gratis i tuoi dati con una richiesta online alla Banca d’Italia.

I sistemi di informazione creditizia privati, come CRIF, Experian e CTC, registrano anche i prestiti piccoli e le richieste di finanziamento. Secondo il codice di condotta del settore, i dati restano visibili per tempi precisi:

Informazione Per quanto tempo
Richiesta di prestito in valutazione Fino a 180 giorni
Richiesta rifiutata o ritirata 90 giorni
Ritardo di 1-2 rate, poi pagato 12 mesi dal pagamento
Ritardo di più di 2 rate, poi pagato 24 mesi dal pagamento
Debito mai pagato 36 mesi dalla scadenza

Prima della prima segnalazione negativa il finanziatore deve avvisarti: è il momento di pagare o di contattarlo per trovare una soluzione. Ricorda anche che ogni richiesta di prestito resta registrata: chiedere preventivi «veri» a dieci finanziarie in pochi giorni può far sembrare che tu sia in difficoltà. Per confrontare le offerte usa i preventivi e i documenti informativi, prima di fare domanda.

Debito sostenibile e sovraindebitamento

Un debito è sostenibile quando puoi pagarlo continuando a coprire le spese essenziali, a risparmiare qualcosa e ad avere un fondo di emergenza. I segnali che stai superando il limite sono riconoscibili:

  • usi la carta di credito o il fido per pagare spese normali come la spesa o le bollette;
  • paghi solo la rata minima della revolving, mese dopo mese;
  • chiedi un nuovo prestito per pagare le rate di quelli vecchi;
  • non sai più con precisione quanto devi in totale.

Quando i debiti non si riescono più a pagare, si parla di sovraindebitamento. La legge italiana, con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, prevede procedure anche per i consumatori: la ristrutturazione dei debiti del consumatore, che permette di pagare quanto si può in base al proprio reddito, la liquidazione controllata e, per chi non ha nulla, l’esdebitazione. Si accede tramite gli Organismi di composizione della crisi, presenti presso molti comuni, camere di commercio e ordini professionali. Non sono strade facili, ma esistono: rivolgersi presto a un professionista o a un’associazione di consumatori è molto meglio che aspettare.

Confrontare e valutare le offerte

Prima di firmare un finanziamento, fatti queste domande:

  1. Mi serve davvero? Posso aspettare e risparmiare, o comprare qualcosa di meno caro?
  2. Quanto costa in tutto? Guarda TAEG, costo totale del credito e importo totale dovuto.
  3. La rata è sostenibile? Fai il conto con il rapporto tra rata e reddito, e immagina un mese con un imprevisto.
  4. Ci sono costi nascosti? Assicurazioni facoltative proposte come obbligatorie, spese di incasso, penali.
  5. Il finanziatore è autorizzato? Banche e finanziarie devono essere iscritte negli albi della Banca d’Italia; i mediatori nell’elenco dell’OAM. Diffida di chi ti chiede soldi in anticipo per «sbloccare» un prestito: è una truffa.

Dopo la firma hai 14 giorni per ripensarci e recedere dal contratto di credito ai consumatori, restituendo il capitale e gli interessi maturati nel frattempo.

Strategie per ridurre ed estinguere i debiti

Se hai più debiti, conviene un piano preciso. I metodi più usati sono due, e partono dalla stessa base: paghi la rata minima di ogni debito e aggiungi tutto il risparmio possibile su uno solo. Quando quello è estinto, la sua rata si somma alla quota extra e passa al successivo.

  • Il metodo a valanga parte dal debito con il tasso più alto: è quello che fa risparmiare più interessi.
  • Il metodo a palla di neve parte dal debito più piccolo: costa un po’ di più, ma il primo debito sparisce presto e dà la motivazione per continuare.

Tre debiti e 200 € in più al mese. Immaginiamo una persona con questi debiti:

Debito Saldo Tasso Rata minima
Carta revolving 2.500 € 16,5% 75 €
Prestito personale 5.500 € 9% 230 €
Rate del divano 1.200 € 5% 100 €

Pagando solo le rate minime, la carta revolving si chiude dopo 45 mesi e gli interessi totali sono circa 1.485 €. Aggiungendo 200 € al mese:

  • a valanga, la carta revolving si chiude al decimo mese, il divano al tredicesimo e il prestito al diciassettesimo: interessi totali 671 €;
  • a palla di neve, il divano si chiude già al quinto mese, poi la carta all’undicesimo e il prestito al diciassettesimo: interessi totali 723 €.

In entrambi i casi l’ultimo debito si chiude dopo 17 mesi invece di 45 e si risparmiano più di 750 € di interessi. La differenza tra i due metodi è di 52 €: scegli quello che ti fa sentire più motivato.

Ricorda la regola della lezione sul fondo di emergenza: prima un fondo minimo di un mese di spese, poi tutto sui debiti cari. E per i prestiti a rate fisse c’è sempre l’estinzione anticipata: puoi rimborsare in qualsiasi momento, tutto o in parte, e risparmi gli interessi futuri. Il finanziatore può chiedere un indennizzo massimo dell’1% della somma rimborsata, o dello 0,5% se manca meno di un anno alla fine, ma non può chiederlo se rimborsi tutto il debito residuo e questo non supera 10.000 €. Con lo strumento Estinzione anticipata di mutuo e prestiti puoi calcolare quanto risparmi.

Rinegoziazione, consolidamento e rischi delle soluzioni facili

Quando le rate pesano troppo, le soluzioni proposte sono di solito due.

La rinegoziazione è un accordo con lo stesso finanziatore per cambiare durata o tasso. Se sei in difficoltà temporanea, chiedere una sospensione o un allungamento prima di saltare una rata evita le segnalazioni negative.

Il consolidamento riunisce più debiti in un unico prestito, con una sola rata più bassa. Sembra la soluzione perfetta, ma va fatto il conto.

Il consolidamento dei tre debiti. I 9.200 € dell’esempio precedente vengono riuniti in un prestito in 5 anni al TAN dell’8%, con 250 € di spese. La rata scende da 405 a 186,54 € al mese, ma gli interessi diventano 1.993 €, più le spese: molto più di quanto si pagherebbe tenendo i tre debiti e rimborsandoli con il metodo a valanga.

Con una durata di 3 anni, invece, la rata sarebbe di 288,29 € e gli interessi 1.179 €: il consolidamento ha senso se abbassa il tasso, non se allunga soltanto la durata.

Il rischio più grande del consolidamento è un altro: liberare le carte e il fido e ricominciare a usarli, ritrovandosi con il nuovo prestito più i vecchi debiti. Se consolidi, chiudi le carte revolving.

Diffida infine delle soluzioni facili: i prestiti «senza busta paga e senza controlli», le offerte arrivate per telefono o sui social, chi promette di «cancellarti dalla CRIF» a pagamento. Le segnalazioni corrette si cancellano solo con il tempo; quelle sbagliate puoi contestarle da solo, gratis, al finanziatore e al sistema di informazione creditizia.

In sintesi

  • Il credito si paga con gli interessi, che crescono con il rischio: il mutuo costa molto meno della revolving.
  • Con l’ammortamento alla francese la rata è fissa, ma all’inizio paghi soprattutto interessi; allungare la durata costa.
  • Per confrontare le offerte conta il TAEG, non il TAN: comprende le spese obbligatorie.
  • Tieni le rate dei prestiti al consumo entro il 10-15% del reddito netto, e tutte le rate entro circa un terzo.
  • Centrale dei rischi e sistemi come CRIF registrano la tua storia di pagamenti: un ritardo resta visibile per mesi.
  • Per uscire dai debiti, rate minime su tutti e la quota extra su uno solo: valanga per risparmiare, palla di neve per motivarti.
  • Il consolidamento conviene solo se abbassa il tasso; se allunga la durata, costa di più.

Esercizio. Fai l’elenco di tutti i tuoi debiti: saldo, tasso, rata e data di fine, come nella tabella dell’esempio. Calcola quanto pesano le rate sul tuo reddito netto. Se hai più debiti, decidi l’ordine con cui estinguerli e quanto puoi aggiungere ogni mese; se non ne hai, scrivi la regola che userai prima di firmare il prossimo finanziamento.

Nella prossima lezione affrontiamo il debito più grande della vita per molte persone: il mutuo, insieme alla scelta tra affitto e acquisto e al costo vero dei grandi acquisti.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra TAN e TAEG?

Il TAN è il tasso di interesse puro, quello con cui si calcolano gli interessi sul capitale. Il TAEG comprende anche le spese obbligatorie, come istruttoria, incasso delle rate e assicurazioni richieste, ed è quindi il costo vero del finanziamento in percentuale all’anno. Per confrontare due offerte si guarda il TAEG, non il TAN.

Quanto può pesare la rata di un prestito sullo stipendio?

Un riferimento prudente è non superare il 10-15% del reddito netto per i prestiti al consumo e circa un terzo per il totale delle rate, mutuo compreso. Oltre queste soglie resta poco margine per il risparmio e per gli imprevisti, e le banche tendono a rifiutare nuove richieste.

Quanto resta una segnalazione in CRIF?

Nei sistemi di informazione creditizia privati, come CRIF, un ritardo di una o due rate poi regolarizzato resta visibile per 12 mesi dalla regolarizzazione, uno di più di due rate per 24 mesi; un debito mai pagato resta per 36 mesi dalla scadenza del contratto. Prima della prima segnalazione negativa il finanziatore deve avvisarti.

Conviene estinguere un prestito in anticipo?

Spesso sì, se il tasso è alto e hai liquidità in più del fondo di emergenza. Hai sempre diritto all’estinzione anticipata, con una riduzione del costo totale del credito; il finanziatore può chiedere un indennizzo massimo dell’1% della somma rimborsata, o dello 0,5% se manca meno di un anno alla fine, e non può chiederlo se rimborsi tutto il debito e questo non supera 10.000 €.

Cos’è il tasso di usura?

È il tasso massimo che la legge consente per ogni tipo di finanziamento. Si calcola ogni tre mesi partendo dai tassi medi rilevati dalla Banca d’Italia: un tasso oltre la soglia è illegale. Fino al 31 dicembre 2026 la soglia è del 19,1% per i prestiti personali e del 24,5% per le carte revolving.

Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.