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Lezione 10 di 16

Casa, mutuo e grandi acquisti: scegliere senza sbagliare i conti

Comprare casa o un’auto sono le decisioni economiche che pesano di più e più a lungo. In questa lezione vediamo come confrontare affitto e acquisto, come scegliere anticipo, durata e tipo di tasso del mutuo, quanto costano davvero imposte, notaio e agenzia, come verificare che la rata sia sostenibile e come calcolare il costo vero di un’auto.

di Valentino RoccoPubblicato il 13 min di lettura

In questa pagina
  1. Affitto o acquisto: come confrontare le alternative
  2. Anticipo, durata, tasso fisso e variabile
  3. TAN, TAEG, costi accessori e piano di ammortamento
  4. Costi di acquisto: imposte, notaio e manutenzione
  5. Sostenibilità della rata e liquidità che resta
  6. Leasing, finanziamento dell’auto e altri acquisti importanti
  7. Il costo totale di possesso di un bene
  8. Pianificare le spese senza rinunciare agli obiettivi futuri
  9. In sintesi

La casa è per molte persone il bene più costoso della vita e il mutuo il debito più lungo: venti, venticinque, trent’anni. L’auto viene subito dopo. Sono decisioni in cui un errore di valutazione costa decine di migliaia di euro, e in cui l’emozione, «questa è la casa giusta», spinge a guardare i numeri troppo in fretta.

In questa lezione facciamo i conti con calma, seguendo Luca, che sta mettendo da parte i soldi per l’anticipo: affitto o acquisto, il mutuo giusto, i costi che nessuno dice all’inizio e il costo vero di un’auto.

Affitto o acquisto: come confrontare le alternative

Il confronto più comune, «con l’affitto butti i soldi, con la rata ti paghi la casa», è sbagliato a metà. È vero che la parte di capitale della rata è risparmio, perché resta tuo; ma anche chi compra ha dei costi che non tornano indietro, esattamente come l’affitto. Il confronto giusto è tra questi costi:

  • con l’affitto: il canone;
  • con l’acquisto: gli interessi del mutuo, la manutenzione, le assicurazioni, le tasse sulla casa, il rendimento perso sui soldi dell’anticipo, che potresti investire, e i costi di acquisto, da dividere per gli anni in cui resterai.

Il confronto di Luca. Luca paga 750 € al mese di affitto, 9.000 € l’anno. Sta valutando un appartamento da 150.000 €, con 30.000 € di anticipo e un mutuo di 120.000 € in 25 anni al 3,6%. Ecco i costi non recuperabili del primo anno se compra:

Costo All’anno
Interessi del mutuo 4.271 €
Manutenzione, circa l’1% del valore 1.500 €
Assicurazione della casa 150 €
Rendimento perso su 42.100 € al 3% 1.263 €
Costi di acquisto divisi per 10 anni 1.211 €
Totale 8.395 €

Se resta almeno 10 anni, comprare costa un po’ meno dell’affitto. Se pensa di trasferirsi dopo 5 anni, i costi di acquisto pesano il doppio, 2.421 € l’anno, e il totale sale a 9.605 €: l’affitto conviene. Non c’è IMU, perché la prima casa non di lusso è esente.

Il calcolo non tiene conto di quanto varrà la casa fra dieci anni, che nessuno sa. E ci sono fattori che non sono numeri: l’affitto lascia libero di cambiare città o lavoro, l’acquisto dà stabilità e la libertà di sistemare la casa come vuoi. Il punto è decidere sapendo quanto costa ciascuna scelta.

Anticipo, durata, tasso fisso e variabile

L’anticipo. Le banche finanziano di solito fino all’80% del valore della casa stabilito dalla perizia: il resto, il 20%, lo devi avere tu. Chi ha meno di 36 anni e un ISEE fino a 40.000 € può chiedere un mutuo con la garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa, gestito da Consap, che copre l’80% del finanziamento quando questo supera l’80% del prezzo: in questo modo si può arrivare a finanziare quasi tutto. Il Fondo è attivo fino alla fine del 2027, per mutui fino a 250.000 €, e copre il 50% anche per altre categorie, come le giovani coppie e i genitori soli con figli minori. Ricorda però che un mutuo più grande è anche un debito più grande.

La durata. Allungarla abbassa la rata, ma aumenta molto gli interessi.

120.000 € al 3,6% fisso, con durate diverse:

Durata Rata Interessi totali
20 anni 702,13 € 48.512 €
25 anni 607,20 € 62.161 €
30 anni 545,57 € 76.407 €

Passare da 20 a 30 anni fa risparmiare 157 € al mese, ma costa quasi 28.000 € di interessi in più.

Il tasso. Le scelte principali sono tre:

  • il tasso fisso: la rata resta uguale per tutta la durata, qualunque cosa succeda ai tassi; il tasso dipende soprattutto dall’IRS, il tasso di mercato a lungo termine, che il 13 ottobre 2026 era al 3,52% a 25 anni;
  • il tasso variabile: il tasso è l’Euribor, a 3 mesi il 2,634% lo stesso giorno, più uno spread fisso; la rata cambia a ogni revisione;
  • le soluzioni intermedie: il variabile con un tetto massimo, il cosiddetto cap, o il misto, che permette di passare dal fisso al variabile a date stabilite.

Secondo l’ABI, ad agosto 2026 il tasso medio sui nuovi mutui per la casa era del 3,56%, in salita dopo i rialzi della BCE. Il variabile oggi parte un po’ più basso del fisso, ma la domanda giusta non è quale costa meno adesso: è cosa succede se i tassi salgono.

La prova di resistenza. Un mutuo variabile di 120.000 € in 25 anni, con Euribor al 2,6% e spread dello 0,7%, parte con un tasso del 3,3% e una rata di 587,95 €, circa 19 € meno del fisso al 3,6%.

Tasso variabile Rata
3,3%, oggi 587,95 €
4,3%, un punto in più 653,45 €
5,3%, due punti in più 722,64 €

Se una rata di 723 € metterebbe in difficoltà il tuo budget, il variabile non fa per te, anche se oggi costa meno.

Come i tassi della BCE arrivano sulla rata lo spiega l’articolo sui tassi di interesse della banca centrale.

TAN, TAEG, costi accessori e piano di ammortamento

Come per i prestiti, vista la lezione su debiti e prestiti, il TAN è il tasso puro e il TAEG comprende le spese obbligatorie: istruttoria, perizia, incasso della rata e l’assicurazione incendio e scoppio, l’unica che la banca può pretendere. Puoi sceglierla tu, anche presso un’altra compagnia; le altre polizze, come quelle sulla vita o sulla perdita del lavoro, sono facoltative e non possono essere una condizione per avere il mutuo.

Il mutuo di Luca con tutti i costi. 120.000 € in 25 anni al TAN del 3,6%, con 800 € di istruttoria, 300 € di perizia, 2 € di incasso per ogni rata e 150 € l’anno di assicurazione incendio e scoppio: il TAEG è del 3,98%.

Il piano di ammortamento mostra un fatto che sorprende molti: nel primo anno Luca paga 7.286 € di rate, ma solo 3.016 € riducono il debito; 4.271 €, il 59%, sono interessi. La quota di capitale supera quella degli interessi solo dalla settantesima rata, cioè dopo quasi sei anni.

Con il calcolatore della rata del mutuo puoi ricavare rata, TAEG e piano anno per anno con i tuoi numeri.

Due diritti da conoscere: il mutuo per l’abitazione si può estinguere in anticipo senza penali, e lo si può trasferire gratis a un’altra banca che offre condizioni migliori, con la surroga. Se i tassi scendono, ricordatene. Gli interessi del mutuo sulla prima casa danno anche diritto a una detrazione del 19% su un massimo di 4.000 € l’anno, quindi fino a 760 € di imposte in meno.

Costi di acquisto: imposte, notaio e manutenzione

Il prezzo della casa non è quello che paghi. A ogni acquisto si aggiungono imposte e spese che vanno pagate in contanti, perché la banca non le finanzia.

Le imposte per la prima casa dipendono da chi vende:

Chi vende Imposte
Un privato Registro 2% sul valore catastale, minimo 1.000 €; ipotecaria e catastale 50 € ciascuna
Un’impresa costruttrice IVA 4% sul prezzo; registro, ipotecaria e catastale 200 € ciascuna

Per una seconda casa l’imposta di registro sale al 9% e l’IVA al 10%. Comprando da un privato, l’imposta di registro si calcola sul valore catastale, di solito molto più basso del prezzo: per la prima casa si ottiene moltiplicando la rendita catastale per 115,5.

Quanto costa davvero la casa di Luca. L’appartamento da 150.000 € ha una rendita catastale di 700 €, quindi un valore catastale di 80.850 €.

Spesa Importo
Imposta di registro, 2% del valore catastale 1.617 €
Imposte ipotecaria e catastale 100 €
Notaio, per compravendita e mutuo 3.500 €
Agenzia, 3% più IVA 5.490 €
Imposta sostitutiva sul mutuo, 0,25% 300 €
Istruttoria e perizia 1.100 €
Totale 12.107 €

I costi di acquisto sono circa l’8% del prezzo. Le spese del notaio e dell’agenzia sono indicative: chiedi sempre più preventivi, perché variano molto.

Poi c’è la casa da mantenere: manutenzione, in media intorno all’1% del valore all’anno tra piccoli lavori e quelli straordinari, il condominio, le utenze, la TARI e, per le case che non sono abitazione principale, l’IMU. Dal 2025 non ci sono più le agevolazioni sulle imposte per gli acquirenti sotto i 36 anni: oggi pagano le imposte ordinarie della prima casa, come tutti.

Sostenibilità della rata e liquidità che resta

Prima di firmare, tre controlli.

1. La rata sul reddito. Il totale delle rate, mutuo compreso, non dovrebbe superare circa un terzo del reddito netto. Molti preferiscono restare sotto il 30%.

2. La liquidità dopo l’acquisto. Dopo il rogito devi avere ancora il fondo di emergenza, più grande di prima, perché con la casa arrivano manutenzione e condominio.

3. La prova di resistenza. Riusciresti a pagare la rata se il tasso variabile salisse di 2 punti, o se in una coppia uno dei due redditi si fermasse per qualche mese?

I conti di Luca. La rata di 607,20 € vale il 26,4% dei suoi 2.300 € netti: un livello sostenibile, purché il prestito dell’auto sia finito. Con anche quella rata, 180 €, salirebbe al 34,2%. Per questo il suo piano prevede di comprare dopo la fine del prestito.

Il problema è un altro. Per comprare servono 42.107 €, l’anticipo più i costi di acquisto, e dopo il rogito le sue spese essenziali salgono: rata, condominio, manutenzione e assicurazione fanno circa 805 € al mese contro i 750 € dell’affitto. Il fondo di emergenza deve passare da 7.750 € a circa 8.020 €. I 30.000 € dell’obiettivo che abbiamo fissato nella lezione sul risparmio non bastano: mancano circa 12.100 €, cioè quasi altri 21 mesi di risparmio a 580 € al mese.

Luca ha tre strade: aspettare quasi due anni in più, cercare una casa meno cara o chiedere un mutuo più alto. La scelta è sua, ma ora la fa conoscendo i numeri. È il motivo per cui un obiettivo va sempre ricontrollato quando si avvicina.

Leasing, finanziamento dell’auto e altri acquisti importanti

Per l’auto le formule sono tante e spesso confuse:

  • il finanziamento classico: rate fisse fino a fine debito, poi l’auto è tua;
  • il finanziamento con maxi rata finale: rate basse per tre o quattro anni e una rata finale molto alta, pari a una parte del valore dell’auto; alla fine la paghi, la rifinanzi o restituisci l’auto;
  • il leasing: paghi un canone per usare l’auto e alla fine puoi riscattarla; per i privati è poco diffuso;
  • il noleggio a lungo termine: un canone fisso che comprende assicurazione, bollo e manutenzione; l’auto non diventa mai tua e ci sono limiti di chilometri.

Due finanziamenti per 20.000 € al TAN del 6,9%:

  • classico in 5 anni: 60 rate da 395,08 €, interessi totali 3.705 €, e l’auto è tua;
  • con maxi rata: 36 rate da 391,52 € e una rata finale di 9.000 € alla fine del terzo anno. La rata mensile è quasi uguale, ma dopo tre anni devi ancora 9.000 €. Se li rifinanzi in 2 anni allo stesso tasso, paghi altre 24 rate da 402,55 € e gli interessi totali salgono a 3.756 €, più del finanziamento classico.

La formula con maxi rata ha senso solo se sai già che a fine contratto cambierai auto e se il valore garantito della rata finale è realistico. Per tutti gli acquisti a rate, dall’auto alla cucina, vale la regola della lezione precedente: confronta il TAEG e il costo totale, non la rata.

Il costo totale di possesso di un bene

Il prezzo di acquisto è solo l’inizio. Il costo totale di possesso somma tutto quello che un bene ti costa finché lo hai: perdita di valore, consumi, assicurazioni, tasse, manutenzione, interessi.

Quanto costa davvero l’auto di Luca. Un’auto da 25.000 € tenuta 8 anni e rivenduta a 6.000 €, con 12.000 km l’anno, un consumo di 6 litri ogni 100 km e la benzina a 2,03 € al litro, la media di metà ottobre 2026:

Voce All’anno
Perdita di valore, 19.000 € in 8 anni 2.375 €
Carburante 1.462 €
Assicurazione 540 €
Bollo 240 €
Manutenzione e gomme 450 €
Totale 5.067 €

Sono circa 422 € al mese e 42 centesimi per ogni chilometro, senza contare gli interessi se l’auto è finanziata: con il finanziamento classico dell’esempio precedente, altri 463 € l’anno.

Lo stesso ragionamento vale per una caldaia, un frigorifero o una lavatrice: un modello più caro ma che consuma meno può costare meno nel tempo. Prima di confrontare due prezzi, confronta due costi totali.

Pianificare le spese senza rinunciare agli obiettivi futuri

I grandi acquisti si possono preparare, invece di subirli. Qualche regola pratica:

  • risparmia prima, compra dopo: se l’auto perde 2.375 € di valore l’anno, mettere da parte circa 200 € al mese permette di comprare la prossima senza finanziamenti;
  • un grande acquisto alla volta: sommare il mutuo, l’auto nuova e la cucina a rate nello stesso anno è il modo più rapido per superare il terzo del reddito;
  • lascia passare del tempo tra la decisione e la firma: per un acquisto da migliaia di euro, un mese di riflessione è una regola ragionevole;
  • non fermare il risparmio di lungo periodo: anche durante il mutuo, una piccola quota per la pensione e il fondo di emergenza deve restare;
  • dopo il rogito, ricostruisci la liquidità prima di arredare: mobili ed elettrodomestici a rate subito dopo il mutuo sono un classico errore.

In sintesi

  • Per confrontare affitto e acquisto confronta i costi che non tornano indietro: canone da una parte; interessi, manutenzione, assicurazioni, rendimento perso e costi di acquisto dall’altra. Conta molto quanti anni resterai.
  • Servono di solito il 20% di anticipo più circa l’8% di costi di acquisto; sotto i 36 anni il Fondo prima casa aiuta a finanziare di più.
  • Una durata più lunga abbassa la rata ma aumenta molto gli interessi.
  • Fisso o variabile: scegli il variabile solo se reggeresti la rata con 2 punti di tasso in più.
  • Guarda il TAEG e il piano di ammortamento: nei primi anni paghi soprattutto interessi.
  • Rata entro circa un terzo del reddito e un fondo di emergenza ancora intatto dopo il rogito.
  • Per l’auto e gli altri beni conta il costo totale di possesso, non il prezzo né la rata.

Esercizio. Se pensi di comprare casa, rifai il confronto di Luca con i tuoi numeri: canone attuale, prezzo della casa, anticipo, tasso e anni in cui pensi di restare. Se hai un’auto, calcola il suo costo totale di possesso all’anno e al chilometro. In entrambi i casi, scrivi quanto ti serve davvero in contanti prima di firmare.

Nella prossima lezione guardiamo da dove arrivano i soldi che servono per tutto questo: lo stipendio, la busta paga e le tasse.

Domande frequenti

Conviene di più l’affitto o l’acquisto della casa?

Dipende soprattutto da quanto tempo resterai in quella casa. Per confrontare, si sommano i costi che non tornano indietro: con l’affitto il canone; con l’acquisto gli interessi del mutuo, la manutenzione, le assicurazioni, il rendimento perso sui soldi dell’anticipo e i costi di acquisto divisi per gli anni in cui resterai. Con costi di acquisto intorno all’8% del prezzo, comprare conviene di solito solo se pensi di restare almeno 7-10 anni.

Meglio un mutuo a tasso fisso o variabile?

Il tasso fisso dà una rata certa per tutta la durata; il variabile parte spesso più basso ma segue l’Euribor e può salire. Il variabile ha senso se la rata resterebbe sostenibile anche con 2 punti di tasso in più e se hai un margine di risparmio; altrimenti la sicurezza del fisso vale la differenza.

Quanto anticipo serve per comprare casa?

Le banche finanziano di solito fino all’80% del valore della casa, quindi serve circa il 20% del prezzo, più i costi di acquisto, spesso intorno al 7-10% del prezzo tra imposte, notaio, agenzia e spese del mutuo. Chi ha meno di 36 anni e un ISEE fino a 40.000 € può ottenere mutui oltre l’80% con la garanzia del Fondo prima casa.

Quali imposte si pagano sull’acquisto della prima casa?

Se compri da un privato, l’imposta di registro del 2% calcolata sul valore catastale, con un minimo di 1.000 €, più 50 € di imposta ipotecaria e 50 € di catastale. Se compri da un’impresa, l’IVA del 4% sul prezzo più 200 € per ciascuna delle tre imposte. Per una seconda casa l’imposta di registro sale al 9% e l’IVA al 10%.

Conviene il finanziamento dell’auto con maxi rata finale?

Abbassa la rata mensile perché una parte importante del prezzo resta da pagare alla fine. Dopo tre o quattro anni bisogna pagare la maxi rata, rifinanziarla o restituire l’auto. Conviene solo se sai già cosa farai a fine contratto e hai confrontato il costo totale con un finanziamento classico.

Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.