Banche, conti e pagamenti: costi, sicurezza e diritti del cliente
Il conto corrente è il centro della tua vita finanziaria, ma spesso lo si sceglie una volta e non lo si guarda più. In questa lezione vediamo come funzionano conti, carte e pagamenti, quanto costano davvero, cosa garantisce il fondo di tutela dei depositi, come riconoscere le truffe più comuni e come far valere i tuoi diritti con un reclamo e l’Arbitro Bancario Finanziario.
di Valentino RoccoPubblicato il 15 min di lettura
In questa pagina
- Come funziona un conto corrente
- Conti deposito e differenze con il conto corrente
- Carte di debito, di credito e prepagate
- Bonifici, addebiti diretti e pagamenti digitali
- Costi, commissioni e condizioni contrattuali
- Saldo contabile, saldo disponibile ed estratto conto
- La garanzia dei depositi e i suoi limiti
- Confrontare le offerte delle banche
- Frodi, phishing e sicurezza digitale
- I tuoi diritti e i reclami: l’Arbitro Bancario Finanziario
- In sintesi
Passano quasi tutti da lì: lo stipendio, l’affitto, la spesa, le bollette, i risparmi. Il conto corrente è il centro della tua vita finanziaria, eppure spesso lo si apre una volta, magari nella banca dei genitori, e non lo si guarda più. Intanto paga canoni e commissioni ogni mese.
In questa lezione vediamo come funzionano conti, carte e pagamenti, quanto costano, come confrontare le offerte e, soprattutto, come proteggere i tuoi soldi dalle truffe e far valere i tuoi diritti quando qualcosa va storto.
Come funziona un conto corrente
Quando versi soldi su un conto corrente, giuridicamente li stai prestando alla banca, che si impegna a restituirteli quando vuoi. In cambio la banca ti offre una serie di servizi di pagamento: ricevere lo stipendio, fare bonifici, pagare con la carta, domiciliare le bollette.
Ogni conto ha un IBAN, il codice che lo identifica in tutta Europa. In Italia è lungo 27 caratteri e ogni parte ha un significato. Prendiamo l’IBAN di esempio usato nelle guide bancarie, IT60X0542811101000000123456:
| Parte | Significato |
|---|---|
| IT | Paese |
| 60 | Codice di controllo |
| X | CIN, un altro carattere di controllo |
| 05428 | ABI: la banca |
| 11101 | CAB: la filiale |
| 000000123456 | Il numero del conto |
Di solito il conto corrente non paga interessi, o paga cifre simboliche: non è fatto per far crescere i risparmi, ma per farli circolare. Alcuni conti prevedono un fido, cioè la possibilità di andare in rosso fino a una certa cifra: è un prestito vero e proprio, con interessi e commissioni, e lo vedremo nella lezione su debiti e prestiti.
Il contratto del conto si può chiudere in qualsiasi momento, senza penali e senza spese di chiusura.
Conti deposito e differenze con il conto corrente
Il conto deposito è un conto pensato per tenere i risparmi, non per spendere: non ha carte né bonifici verso altre persone, ma paga interessi. Si collega a un conto corrente, da cui ricevi i versamenti e su cui tornano i soldi quando li ritiri.
| Conto corrente | Conto deposito | |
|---|---|---|
| A cosa serve | Pagamenti di ogni giorno | Tenere i risparmi |
| Operazioni | Bonifici, carte, addebiti | Versamenti e prelievi verso il tuo conto |
| Interessi | Di solito zero | Sì, più alti con il vincolo |
| Imposta di bollo | 34,20 € l’anno, solo se la giacenza media supera 5.000 € | 0,20% l’anno delle somme depositate |
| Garanzia dei depositi | Fino a 100.000 € | Fino a 100.000 € |
I conti deposito sono di due tipi:
- liberi, o non vincolati: puoi ritirare i soldi quando vuoi, di solito in pochi giorni. Sono adatti al fondo di emergenza, come abbiamo visto nella lezione sul fondo di emergenza;
- vincolati: ti impegni a lasciare i soldi per un periodo, da tre mesi a cinque anni, in cambio di un tasso più alto. Leggi bene cosa succede se ti servono prima: spesso perdi gli interessi o li ottieni a un tasso molto più basso.
Sugli interessi si paga un’imposta del 26%, trattenuta direttamente dalla banca.
Carte di debito, di credito e prepagate
Le carte sembrano tutte uguali, ma funzionano in modo molto diverso:
| Debito | Credito | Prepagata | |
|---|---|---|---|
| Quando paghi | Subito, dal conto | A fine mese, in un’unica volta o a rate | Subito, dal saldo caricato |
| Serve un conto | Sì | Di solito sì | No |
| Rischio principale | Frode sul conto | Interessi delle rate | Costi di ricarica |
- La carta di debito preleva i soldi dal conto quasi subito. Molte oggi funzionano anche online e all’estero, sui circuiti internazionali.
- La carta di credito ti presta i soldi fino al mese dopo. Se è a saldo, a fine mese paghi tutto in un’unica volta e senza interessi. Se è revolving, paghi una rata e il resto diventa un debito con tassi spesso vicini al 20%: nella prima lezione abbiamo visto come un acquisto da 1.200 € possa costarne quasi 1.500 €.
- La carta prepagata si usa solo fino alla cifra caricata. È utile per i ragazzi, per gli acquisti online o per controllare una categoria di spesa con il metodo delle buste; alcune hanno un IBAN e funzionano quasi come un conto.
Anche il «paga in tre rate» offerto da molti negozi online è una forma di credito, anche quando non ha interessi: ne parleremo nella lezione sui debiti.
Bonifici, addebiti diretti e pagamenti digitali
Il bonifico SEPA è il modo standard per mandare soldi a un altro conto in euro, in Italia o nei Paesi dell’area dei pagamenti europei:
- il bonifico ordinario arriva di solito entro il giorno lavorativo successivo;
- il bonifico istantaneo arriva in una decina di secondi, a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno, festivi compresi.
Le regole europee sui pagamenti istantanei hanno cambiato molto le cose. Dal 9 gennaio 2025 il bonifico istantaneo non può costare più di quello ordinario. Dal 9 ottobre 2025 tutte le banche dell’area euro devono permettere di inviarlo e, per ogni bonifico, verificano se il nome del beneficiario corrisponde all’IBAN: la banca ti dice se i dati coincidono, coincidono solo in parte o non coincidono. Se decidi di confermare un bonifico nonostante l’avviso, la responsabilità è tua. Ricorda che il bonifico istantaneo non si può annullare: una volta partito, è partito.
L’addebito diretto SEPA, o domiciliazione, autorizza un’azienda a prelevare dal tuo conto, per esempio per le bollette. Se l’addebito era autorizzato puoi chiederne il rimborso entro 8 settimane, senza dover spiegare il motivo; se non lo avevi mai autorizzato, hai 13 mesi.
Gli altri pagamenti digitali più comuni:
- il contactless con la carta o con lo smartphone, che di solito non chiede il PIN per le spese fino a 50 €;
- i portafogli digitali dello smartphone, che non trasmettono il numero vero della carta al negozio: sono tra i modi più sicuri di pagare;
- pagoPA, il sistema per pagare la pubblica amministrazione, dalle multe alle tasse scolastiche, e il modello F24 per le tasse.
I pagamenti in contanti tra persone diverse devono restare sotto i 5.000 €. Se mandi soldi all’estero fuori dall’area euro, i costi possono essere molto più alti di un bonifico: con lo strumento Costo delle rimesse puoi confrontare commissioni e tasso di cambio.
Costi, commissioni e condizioni contrattuali
Il costo di un conto ha due parti: una fissa, come il canone e il costo della carta, e una variabile, che dipende da quanto lo usi: bonifici, prelievi da sportelli di altre banche, invio dei documenti, commissioni sul fido.
Secondo l’ultima indagine della Banca d’Italia, pubblicata a dicembre 2025, nel 2024:
- un conto tradizionale in banca è costato in media 101,1 € l’anno, 117,6 € con l’imposta di bollo; i costi fissi sono scesi, quelli legati alle operazioni sono saliti;
- un conto online è costato in media 30,6 €;
- un conto postale è costato in media 71,6 €.
Per conoscere i costi di un conto prima di aprirlo, i documenti da leggere sono tre:
- il foglio informativo, con tutte le condizioni e l’indicatore dei costi complessivi, l’ICC: una stima del costo annuo per diversi profili di cliente, come giovani, famiglie con poche o molte operazioni e pensionati;
- il documento di sintesi, che riassume le condizioni del tuo contratto e ti viene inviato almeno una volta l’anno;
- il riepilogo delle spese, che la banca deve mandarti ogni anno con tutto quello che hai pagato davvero.
Se la banca vuole cambiare le condizioni, deve comunicartelo con almeno due mesi di preavviso: entro quella data puoi chiudere il conto senza spese, alle condizioni precedenti.
Chi ha un reddito basso ha diritto al conto di base, con le operazioni essenziali a un canone contenuto. È gratuito, anche senza imposta di bollo, per chi ha un ISEE sotto 11.600 €, e senza canone per i pensionati con pensioni fino a 18.000 € lordi l’anno.
Saldo contabile, saldo disponibile ed estratto conto
Sull’app della banca trovi spesso due saldi diversi:
- il saldo contabile comprende tutte le operazioni già registrate;
- il saldo disponibile è quello che puoi davvero usare adesso: toglie le operazioni non ancora registrate, come i pagamenti con carta in attesa, e aggiunge l’eventuale fido.
I due saldi di Luca. Il saldo contabile di Luca è di 1.240 €. Ha appena fatto il pieno, 38 € non ancora registrati, e l’hotel della prossima vacanza gli ha bloccato 150 € sulla carta come garanzia, la cosiddetta preautorizzazione. Il suo saldo disponibile è:
1.240 € − 38 € − 150 € = 1.052 €
Se Luca guardasse solo il saldo contabile, potrebbe andare in rosso senza accorgersene.
L’estratto conto elenca tutti i movimenti del periodo. Controllalo ogni mese: oltre alle spese che non riconosci, cerca commissioni e canoni che non ti aspettavi. Se non lo contesti per iscritto entro 60 giorni dal ricevimento, l’estratto conto si considera approvato; per le operazioni che non hai autorizzato, però, hai tempo fino a 13 mesi per disconoscerle.
La garanzia dei depositi e i suoi limiti
In Italia i depositi sono protetti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, o dal fondo delle banche di credito cooperativo, secondo regole uguali in tutta l’Unione europea. Se la banca fallisce:
- sono rimborsati fino a 100.000 € per depositante e per banca, entro 7 giorni lavorativi;
- sono coperti conti correnti, conti deposito, libretti e certificati di deposito nominativi, compresi gli interessi;
- in un conto cointestato il limite vale per ogni titolare: con due persone si arriva a 200.000 €;
- alcune somme eccezionali, come quelle ricevute dalla vendita della casa in cui vivi, un’eredità o un risarcimento, sono protette anche oltre il limite per 9 mesi.
Tre limiti da conoscere:
- Il limite vale per banca, non per marchio. Due conti con marchi diversi dello stesso istituto possono contare come uno solo. Controlla sul foglio informativo quale banca c’è dietro.
- I titoli non sono depositi. Azioni, obbligazioni ed ETF nel conto titoli non sono coperti da questa garanzia, ma restano tuoi e sono separati dal patrimonio della banca: come funziona lo spiega l’articolo su cosa succede se il broker fallisce. Le obbligazioni emesse dalla banca stessa, invece, sono un prestito alla banca e non sono garantite.
- Oltre 100.000 € il rischio esiste. Nelle crisi bancarie gestite con il cosiddetto bail-in, i depositi fino a 100.000 € sono sempre esclusi dalle perdite; la parte che supera il limite no. Se hai più di 100.000 € di liquidità, conviene dividerla tra banche diverse.
Confrontare le offerte delle banche
Per scegliere un conto non basta guardare il canone. Ecco cosa confrontare:
- l’ICC del profilo più simile al tuo;
- canone e costo delle carte;
- costo dei bonifici e dei prelievi da sportelli di altre banche;
- condizioni del fido, se pensi di usarlo;
- qualità dell’app e dell’assistenza, e se ti serve davvero una filiale;
- per le promozioni, cosa succede quando finiscono: un canone zero per un anno può diventare un canone pieno dal tredicesimo mese.
Il conto di Luca. Luca ha un conto tradizionale in filiale. In un anno fa circa 48 bonifici online e 12 prelievi da sportelli di altre banche. Confronta il suo conto con un conto online:
| Voce | Conto di Luca | Conto online |
|---|---|---|
| Canone | 72 € | 0 € |
| 48 bonifici online | 24 € | 0 € |
| 12 prelievi da altre banche | 24 € | 12 € |
| Totale in un anno | 120 € | 12 € |
Cambiando conto, Luca risparmierebbe 108 € l’anno, senza rinunciare a nulla di quello che usa davvero.
Cambiare banca è più semplice di quanto sembri: con la portabilità la nuova banca si occupa di trasferire saldo, bonifici periodici e addebiti diretti, gratuitamente, entro 12 giorni lavorativi. Tu devi solo firmare la richiesta e ricordarti di comunicare il nuovo IBAN a chi ti paga lo stipendio, se non lo fa la banca.
Frodi, phishing e sicurezza digitale
Le frodi sui pagamenti in Italia sono rare: secondo la Banca d’Italia, nel secondo semestre del 2025 valevano in media 3 € ogni 100.000 € di pagamenti. Ma quando colpiscono fanno male, e sono sempre più spesso basate sulla manipolazione: il truffatore non ruba i codici, convince te a fare il pagamento.
Le tecniche più comuni:
- phishing: un’email che imita quella della banca, del corriere o di un ente pubblico, con un link a un sito falso;
- smishing: lo stesso, via SMS, spesso nella stessa conversazione dei messaggi veri della banca;
- vishing e spoofing: una telefonata da un finto operatore, con il numero vero della banca che appare sul display, che ti avvisa di un «accesso sospetto» e ti chiede di spostare i soldi su un «conto sicuro» o di dettare un codice;
- le truffe sui siti di annunci: il finto acquirente che, per pagarti, ti chiede di inquadrare un QR code o di «sbloccare» un pagamento dall’app.
Il motivo per cui la prevenzione conta più di tutto è semplice: se il pagamento lo hai autorizzato tu, anche se ingannato, recuperare i soldi è molto difficile. Nel 2024, secondo la Banca d’Italia, il 90% delle perdite per frodi sui bonifici è rimasto a carico dei clienti; nel secondo semestre del 2025 i bonifici istantanei sono stati lo strumento più colpito, anche se le frodi sono calate rispetto ai sei mesi precedenti, anche grazie ai nuovi controlli sul nome del beneficiario.
Le regole d’oro:
- la banca non ti chiede mai codici, PIN, password o codici OTP, né per telefono, né per SMS, né per email;
- nessuna banca ti chiede di spostare i soldi su un altro conto per proteggerli: è sempre una truffa;
- davanti a una richiesta urgente, chiudi e richiama tu la banca al numero ufficiale scritto sul sito o sul retro della carta;
- non cliccare sui link dei messaggi: entra nell’app o scrivi tu l’indirizzo del sito;
- attiva le notifiche di ogni pagamento e imposta limiti di spesa bassi sulle carte che usi poco;
- leggi sempre l’avviso della banca sul nome del beneficiario prima di confermare un bonifico.
Se invece qualcuno usa la tua carta o il tuo conto senza la tua autorizzazione, la legge ti protegge: devi bloccare subito lo strumento e avvisare la banca, che deve rimborsarti entro la fine della giornata lavorativa successiva. A tuo carico può restare al massimo una franchigia di 50 €, salvo frode o colpa grave da parte tua, che deve essere la banca a dimostrare. Per le operazioni non autorizzate presenta anche una denuncia alla Polizia postale.
I tuoi diritti e i reclami: l’Arbitro Bancario Finanziario
Quando qualcosa va storto con la banca, la strada è in due passi.
1. Il reclamo. Si presenta per iscritto all’ufficio reclami della banca, con una lettera, una PEC o il modulo sul sito, spiegando cosa è successo e cosa chiedi. La banca deve rispondere entro 60 giorni; per i servizi di pagamento, come bonifici e carte, entro 15 giornate lavorative.
2. L’Arbitro Bancario Finanziario. Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, puoi rivolgerti all’ABF, un organismo indipendente sostenuto dalla Banca d’Italia che decide le controversie in alternativa al giudice:
- il ricorso si presenta online, sul sito dell’ABF, entro 12 mesi dal reclamo;
- costa 20 €, rimborsati se il ricorso viene accolto anche solo in parte, e non serve un avvocato;
- per le richieste di denaro il limite è di 200.000 €, e si possono contestare operazioni degli ultimi sei anni;
- nel 2024 la decisione è arrivata in media in 114 giorni.
Le decisioni dell’ABF non hanno il valore di una sentenza, ma le banche le rispettano in oltre il 96% dei casi; quelle che non lo fanno vengono rese pubbliche. Nel 2024 quasi metà delle decisioni ha dato ragione, in tutto o in parte, al cliente.
Per le controversie sugli investimenti esiste un organismo simile presso la Consob, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, gratuito e con un limite di 500.000 €. Per le assicurazioni il riferimento è l’IVASS, come vedremo nella lezione sulle assicurazioni.
In sintesi
- Il conto corrente serve a pagare, non a far crescere i risparmi; il conto deposito paga interessi, libero o vincolato.
- Le carte di debito, credito e prepagate funzionano in modo diverso: la carta di credito revolving è un debito costoso.
- Il bonifico istantaneo costa come quello ordinario ma non si annulla: leggi sempre la verifica del nome del beneficiario.
- Un conto tradizionale costa in media circa 100 € l’anno, uno online circa 30 €: confronta l’ICC e cambia conto con la portabilità, gratuita.
- Il saldo disponibile è quello che puoi spendere; l’estratto conto va controllato ogni mese.
- I depositi sono garantiti fino a 100.000 € per persona e per banca.
- La banca non chiede mai codici e non ti fa spostare i soldi su un «conto sicuro».
- Contro la banca: prima il reclamo, poi l’Arbitro Bancario Finanziario, a 20 €.
Esercizio. Cerca il riepilogo annuale delle spese del tuo conto, o somma i costi dagli ultimi dodici estratti conto: quanto hai pagato in un anno? Poi scarica il foglio informativo di due conti online e confronta l’ICC del tuo profilo. Infine controlla le impostazioni di sicurezza dell’app: notifiche attive e limiti delle carte adeguati a come le usi.
Con questa lezione si chiude la seconda parte del corso. Nella terza parte affrontiamo le decisioni che pesano sul bilancio per anni: debiti e prestiti, la casa e il lavoro.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra saldo contabile e saldo disponibile?
Il saldo contabile comprende tutte le operazioni già registrate sul conto. Il saldo disponibile è la cifra che puoi usare in questo momento: tiene conto anche delle operazioni non ancora registrate, come i pagamenti con carta in attesa o le preautorizzazioni di hotel e distributori, e dell’eventuale fido. Per sapere quanto puoi spendere conta il saldo disponibile.
Quanto costa in media un conto corrente?
Secondo l’indagine della Banca d’Italia pubblicata a dicembre 2025, nel 2024 un conto tradizionale in banca è costato in media 101,1 € l’anno, che salgono a 117,6 € con l’imposta di bollo, mentre un conto online è costato in media 30,6 €. Il costo reale dipende da come usi il conto: per confrontare le offerte guarda l’indicatore dei costi complessivi del profilo più simile al tuo.
Cosa devo fare se ricevo un SMS o una telefonata dalla banca che mi chiede codici?
Non rispondere, non cliccare sui link e non comunicare codici, PIN o password: la banca non li chiede mai, né per SMS né per telefono. Chiudi la comunicazione e chiama tu la banca al numero ufficiale scritto sul sito o sulla carta. Se hai già dato dei dati, blocca subito la carta e l’accesso all’home banking e avvisa la banca.
Cos’è l’Arbitro Bancario Finanziario e quanto costa?
È un organismo indipendente, sostenuto dalla Banca d’Italia, che decide le controversie tra clienti e banche o altri intermediari in alternativa al giudice. Prima bisogna presentare un reclamo scritto alla banca; se la risposta non arriva o non soddisfa, si può presentare il ricorso online entro 12 mesi dal reclamo. Costa 20 €, che vengono rimborsati se il ricorso è accolto anche solo in parte, e non serve un avvocato.
Se la banca fallisce perdo i miei soldi?
I depositi, cioè conti correnti, conti deposito e libretti nominativi, sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, o dal fondo delle banche di credito cooperativo, fino a 100.000 € per persona e per banca, con rimborso entro 7 giorni lavorativi. I titoli che hai nel conto titoli non sono depositi: restano di tua proprietà e sono separati dal patrimonio della banca.
Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.