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Tassi di interesse della banca centrale: come funzionano BCE e Fed

Quando la BCE o la Fed cambiano i tassi, nel giro di poche settimane cambiano anche la rata del mutuo variabile, gli interessi del conto deposito e il prezzo dei BTP. Vediamo cosa sono questi tassi, quanto valgono oggi, dove trovare il dato ufficiale aggiornato e cosa significano per i tuoi soldi.

di Valentino RoccoPubblicato il 10 min di lettura

In questa pagina
  1. Cos’è il tasso di interesse di una banca centrale
  2. I tassi della BCE
  3. Il tasso della Fed
  4. BCE e Fed a confronto
  5. Cosa cambia per i tuoi soldi
  6. In sintesi

Senti al telegiornale che «la BCE ha alzato i tassi di un quarto di punto» e ti chiedi se ti riguarda. Ti riguarda eccome: quel numero decide quanto paghi di mutuo variabile, quanto rende il tuo conto deposito, quanto valgono i BTP che hai in portafoglio e perfino il cambio tra euro e dollaro.

Vediamo cosa sono i tassi di interesse di una banca centrale, quanto valgono oggi quelli della Banca centrale europea e della Federal Reserve americana, dove trovare il dato ufficiale sempre aggiornato e cosa cambiano, in concreto, per i tuoi soldi.

Cos’è il tasso di interesse di una banca centrale

La banca centrale è la «banca delle banche»: presta denaro alle banche commerciali e accetta i loro depositi. Il tasso ufficiale è il prezzo di questo denaro. Le banche lo usano come base per tutti gli altri tassi: quello che chiedono a te per un mutuo, quello che ti offrono su un conto deposito, quello a cui si prestano soldi tra loro.

Quando la banca centrale alza i tassi, il denaro costa di più a tutti: si chiedono meno prestiti, si spende un po’ meno e i prezzi crescono più lentamente. Quando li abbassa, succede il contrario: il credito costa meno e l’economia viene sostenuta.

Il compito principale sia della BCE sia della Fed è tenere l’inflazione intorno al 2% nel medio periodo. Per questo i tassi salgono quando l’inflazione corre e scendono quando rallenta. Gli effetti, però, non sono immediati: di solito passano da uno a due anni prima che una decisione si senta del tutto sui prezzi.

I tassi della BCE

Per l’area euro decide il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, formato dai sei membri del Comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali, compreso quello della Banca d’Italia. La BCE ha tre tassi ufficiali:

Tasso A cosa serve Valore dal 16 settembre 2026
Tasso sui depositi presso la banca centrale Interesse che la BCE paga alle banche per i soldi lasciati da lei per una notte 2,50%
Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali Interesse che le banche pagano per i prestiti settimanali della BCE 2,65%
Tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale Interesse per i prestiti d’emergenza di una notte 2,90%

Il più importante oggi è il tasso sui depositi. Le banche dell’area euro hanno molta liquidità in eccesso e la parcheggiano presso la BCE: quel 2,50% diventa così il pavimento dei tassi a brevissimo termine. Quando senti dire «i tassi della BCE sono al 2,5%», si parla quasi sempre di questo.

Dal tasso sui depositi dipendono due tassi di mercato che incontri spesso:

  • l’€STR, il tasso a cui le grandi banche si prestano denaro per una notte, calcolato dalla BCE ogni giorno lavorativo: il 16 ottobre 2026 era al 2,441%. È il tasso che seguono gli ETF monetari;
  • l’Euribor, il tasso dei prestiti tra banche a uno, tre, sei o dodici mesi, che fa da base ai mutui variabili: il 13 ottobre 2026 l’Euribor a 3 mesi era al 2,634%. È un po’ più alto del tasso sui depositi perché incorpora anche le attese sulle prossime mosse della BCE.

Come sono cambiati i tassi negli ultimi anni

Dopo i forti rialzi del 2022-2023, la BCE ha tagliato i tassi otto volte tra giugno 2024 e giugno 2025, quando l’inflazione è tornata vicina al 2%. Nel 2026 la direzione si è invertita: il conflitto in Medio Oriente ha fatto salire i prezzi dell’energia e l’inflazione dell’area euro, arrivata al 3,8% a settembre 2026. La BCE ha così alzato i tassi a giugno e a settembre.

Data di decorrenza Tasso sui depositi Variazione
12 giugno 2024 3,75% −0,25
18 settembre 2024 3,50% −0,25
23 ottobre 2024 3,25% −0,25
18 dicembre 2024 3,00% −0,25
5 febbraio 2025 2,75% −0,25
12 marzo 2025 2,50% −0,25
23 aprile 2025 2,25% −0,25
11 giugno 2025 2,00% −0,25
17 giugno 2026 2,25% +0,25
16 settembre 2026 2,50% +0,25

Nelle proiezioni di settembre 2026, gli economisti della BCE stimano un’inflazione del 3,0% per tutto il 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028. La BCE non si impegna su un percorso prestabilito: decide riunione per riunione in base ai dati.

Dove trovare il dato aggiornato

I tassi cambiano solo dopo una riunione del Consiglio direttivo, ma conviene sempre controllare la fonte ufficiale:

  1. Apri la pagina delle statistiche della BCE: in alto trovi l’€STR, l’inflazione e gli altri dati chiave, con la data dell’ultimo aggiornamento.
  2. Da lì vai alla pagina dei tassi di interesse di riferimento della BCE: la prima riga della tabella è quella in vigore.
  3. Guarda la data di decorrenza, che non coincide con il giorno della decisione. La BCE annuncia i tassi il giovedì e li applica dal mercoledì successivo: la decisione del 10 settembre 2026 vale dal 16 settembre.

Le riunioni di politica monetaria sono otto l’anno. La decisione viene pubblicata alle 14:15, ora italiana, e alle 14:45 inizia la conferenza stampa. Le prossime sono il 28-29 ottobre e il 16-17 dicembre 2026: il calendario completo è sul sito della BCE.

Il tasso della Fed

Negli Stati Uniti decide il Federal Open Market Committee (FOMC) della Federal Reserve. Il suo tasso di riferimento è il federal funds rate, il tasso a cui le banche americane si prestano denaro per una notte. La Fed non fissa un numero solo ma un intervallo obiettivo, largo un quarto di punto.

Dal 17 settembre 2026 l’intervallo è tra il 3,75% e il 4,00%. È stato il primo rialzo dal 2023: secondo il comunicato della Fed, l’inflazione resta troppo alta rispetto all’obiettivo del 2%, mentre il mercato del lavoro è stabile.

Data di decorrenza Intervallo obiettivo Variazione
19 settembre 2024 4,75–5,00% −0,50
8 novembre 2024 4,50–4,75% −0,25
19 dicembre 2024 4,25–4,50% −0,25
18 settembre 2025 4,00–4,25% −0,25
30 ottobre 2025 3,75–4,00% −0,25
11 dicembre 2025 3,50–3,75% −0,25
17 settembre 2026 3,75–4,00% +0,25

A differenza della BCE, la Fed ha un doppio mandato: oltre ai prezzi stabili deve perseguire la massima occupazione. Per questo nelle sue decisioni il mercato del lavoro pesa più che in quelle della BCE.

Dove trovare il dato aggiornato

La pagina ufficiale è Open Market Operations sul sito della Federal Reserve: la tabella elenca tutte le variazioni dell’intervallo obiettivo, dalla più recente. Le colonne Increase e Decrease sono in punti base (25 punti base = 0,25%) e Level è l’intervallo in vigore.

Anche il FOMC si riunisce otto volte l’anno. La decisione esce alle 14:00 di Washington, di solito le 20:00 in Italia (le 19:00 nelle poche settimane in cui l’ora legale è già finita in Europa ma non negli Stati Uniti). Le prossime riunioni sono il 27-28 ottobre e l’8-9 dicembre 2026.

BCE e Fed a confronto

BCE Fed
Chi decide Consiglio direttivo Federal Open Market Committee
Obiettivo Inflazione al 2% nel medio termine Inflazione al 2% e massima occupazione
Tasso di riferimento Tasso sui depositi Intervallo dei federal funds
Livello a ottobre 2026 2,50% 3,75–4,00%
Riunioni 8 l’anno 8 l’anno
Dove trovare il dato Tassi di riferimento BCE Open Market Operations

La differenza tra i due tassi conta per il cambio: a parità di altre condizioni, tassi più alti negli Stati Uniti rendono più interessante tenere dollari. Non è però una regola meccanica, perché il cambio dipende da molti altri fattori.

Cosa cambia per i tuoi soldi

Il mutuo a tasso variabile

La rata di un mutuo variabile si calcola sull’Euribor più uno spread fisso deciso con la banca. Se la BCE alza i tassi, l’Euribor sale e la rata cresce alla prima revisione prevista dal contratto, di solito ogni mese o ogni tre mesi.

Esempio. Mutuo variabile di 150.000 € in 25 anni, con Euribor a 3 mesi al 2,6% e spread dell’1%: il tasso è del 3,6% e la rata è di 759,00 €.

Se l’Euribor sale di un quarto di punto, il tasso passa al 3,85% e la rata a 779,38 €: circa 20 € in più al mese, quasi 245 € l’anno.

Puoi rifare il conto con i tuoi numeri nel calcolatore della rata del mutuo. Con un mutuo a tasso fisso la rata invece non cambia: le decisioni della BCE contano solo per chi lo deve ancora stipulare, perché i tassi fissi seguono soprattutto i tassi a lungo termine del mercato.

Conti deposito ed ETF monetari

I conti deposito si adeguano ai tassi della BCE con un certo ritardo e solo per i nuovi vincoli: se hai già vincolato i soldi a un tasso fisso, quel tasso resta fino alla scadenza. Gli ETF monetari invece seguono l’€STR quasi giorno per giorno, quindi recepiscono i rialzi e i tagli in pochi giorni: li trovi spiegati nella guida agli ETF monetari.

BOT, BTP e obbligazioni

Qui l’effetto è al contrario di quello che ci si aspetta. Quando i tassi salgono, le obbligazioni nuove pagano di più e quelle che hai già perdono valore, perché nessuno le comprerebbe al vecchio prezzo. Più è lunga la scadenza, più il prezzo si muove.

Esempio. Un BTP a 10 anni con cedola del 4% vale 100 se il mercato chiede un rendimento del 4%. Se i rendimenti salgono al 4,5%, il prezzo scende a circa 96: una perdita del 4%. Se scendono al 3,5%, sale a circa 104.

Un titolo con cedola del 3% che scade fra 2 anni, con lo stesso aumento di mezzo punto, perde solo l’1% circa.

Se tieni il titolo fino alla scadenza, ricevi comunque 100 e le cedole promesse: la perdita è solo sulla carta. Conta invece se devi vendere prima. Con il calcolatore di obbligazioni puoi vedere quanto rende un titolo al prezzo di oggi.

Azioni e borsa

Tassi più alti rendono più cari i prestiti per le aziende e più interessanti le alternative senza rischio, come i titoli di Stato: per questo le borse spesso reagiscono male ai rialzi inattesi. Conta però la sorpresa più della decisione: un rialzo già atteso dal mercato di solito è già nei prezzi. Come si sono mossi gli indici nell’ultima settimana lo vedi nella sezione Mercati.

In sintesi

  • La banca centrale fissa il prezzo del denaro per le banche; da lì dipendono mutui, conti deposito e obbligazioni.
  • La BCE ha il tasso sui depositi al 2,50% dal 16 settembre 2026, dopo due rialzi nel 2026 legati all’inflazione dell’energia.
  • La Fed ha l’intervallo dei federal funds al 3,75–4,00% dal 17 settembre 2026.
  • Il dato aggiornato è sulle pagine ufficiali: tassi di riferimento della BCE e Open Market Operations della Fed.
  • Un rialzo di un quarto di punto aumenta di circa 20 € al mese la rata di un mutuo variabile da 150.000 € in 25 anni e fa scendere il prezzo dei BTP già emessi, tanto più quanto sono lunghi.

Domande frequenti

Quanto sono oggi i tassi della BCE?

Dal 16 settembre 2026 il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. Il dato aggiornato è sempre sulla pagina ufficiale della BCE dedicata ai tassi di interesse di riferimento.

Quanto è il tasso della Fed?

Dal 17 settembre 2026 l’intervallo obiettivo per i federal funds, il tasso a cui le banche americane si prestano denaro per una notte, è tra il 3,75% e il 4,00%. La Fed pubblica tutte le variazioni nella pagina Open Market Operations del suo sito.

Ogni quanto decide la BCE sui tassi?

Il Consiglio direttivo decide sulla politica monetaria otto volte l’anno, più o meno ogni sei settimane. La decisione viene pubblicata alle 14:15 e alle 14:45 c’è la conferenza stampa della presidente. Le prossime riunioni del 2026 sono il 28-29 ottobre e il 16-17 dicembre.

Se la BCE alza i tassi, la rata del mutuo sale subito?

Solo con il mutuo variabile, e non il giorno dopo: la rata segue l’Euribor, che spesso si muove già prima della decisione, e si aggiorna alle date previste dal contratto, di solito ogni mese o ogni tre mesi. La rata di un mutuo a tasso fisso non cambia.

Perché oggi si guarda soprattutto il tasso sui depositi?

Perché le banche dell’area euro hanno molta più liquidità di quella che serve loro e la parcheggiano presso la BCE. Il tasso pagato su quei depositi fa da pavimento ai tassi del mercato: per questo la BCE lo usa per indicare l’orientamento della politica monetaria.

Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.

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