Se il broker fallisce, che fine fanno i miei titoli?
Azioni, obbligazioni ed ETF che compri tramite una banca o un broker restano tuoi anche se l’intermediario fallisce: la legge li tiene separati dal suo patrimonio. La liquidità invece segue regole diverse. Vediamo cosa è protetto, fino a quanto, cosa succede con i broker esteri e come ridurre i rischi.
di Valentino RoccoPubblicato il 6 min di lettura
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È una delle domande più frequenti di chi inizia a investire, soprattutto con broker online nati da pochi anni: «E se domani chiudono, i miei soldi dove finiscono?». La risposta breve è rassicurante: i titoli restano tuoi. Quella completa ha qualche dettaglio in più, soprattutto sulla liquidità e sui broker esteri.
Vediamo cosa dice la legge, quali garanzie esistono, quanto coprono e cosa puoi fare per stare ancora più tranquillo.
La regola di base: i titoli sono un patrimonio separato
Quando compri un’azione, un’obbligazione o un ETF tramite una banca o un broker, quei titoli non diventano dell’intermediario. Lui li custodisce per tuo conto.
In Italia lo stabilisce l’articolo 22 del Testo unico della finanza (TUF): gli strumenti finanziari dei clienti sono un patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dell’intermediario e da quello degli altri clienti. I creditori della banca o del broker non possono prenderli, e l’intermediario non può usarli senza il tuo consenso scritto.
Lo stesso principio vale in tutta l’Unione europea, grazie alle regole comuni sui servizi di investimento.
La catena della custodia
I tuoi titoli non stanno «dentro» il broker. Di solito il percorso è questo:
Spesso i titoli di molti clienti stanno su un unico conto aperto a nome del broker presso il depositario, chiamato conto omnibus. Va bene così: il broker deve tenere registri che dicono, titolo per titolo, a chi appartiene ogni quota.
Cosa succede, in pratica, se l’intermediario fallisce
Quando una banca o una SIM entra in crisi, in Italia interviene la liquidazione coatta amministrativa, sotto il controllo della Banca d’Italia, con un commissario che gestisce la procedura. Per i tuoi titoli succede di solito questo:
- il commissario ricostruisce le posizioni di ogni cliente;
- i titoli vengono trasferiti a un altro intermediario scelto da te, oppure passano in blocco a una banca che rileva i clienti;
- riprendi a operare dal nuovo intermediario.
Il punto debole è il tempo: possono servire settimane o mesi, e nel frattempo potresti non riuscire a vendere. Non perdi i titoli, ma per un po’ non puoi usarli. È un buon motivo per non tenere su un unico broker soldi che potrebbero servirti all’improvviso.
La liquidità: regole diverse
Per il denaro le cose cambiano a seconda di chi lo tiene.
Se il conto è presso una banca, il denaro non è un patrimonio separato: è un deposito, cioè un prestito che fai alla banca. È protetto dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (FITD), o dal Fondo di garanzia dei depositanti per le banche di credito cooperativo, fino a 100.000 € per depositante e per banca. Oltre quella cifra, in caso di crisi, una parte potrebbe essere usata per salvare la banca (il cosiddetto bail-in).
Se il broker è una SIM, cioè una società di intermediazione mobiliare che non è una banca, il denaro dei clienti deve stare su conti separati presso banche terze, intestati ai clienti della SIM. I creditori della SIM non possono toccarlo.
Se il broker «investe» la tua liquidità, per esempio in fondi monetari, quella non è più un deposito: diventa uno strumento finanziario. È protetta come i titoli, ma il suo valore può oscillare e non ha la garanzia dei 100.000 €. La differenza tra le due cose è spiegata nella guida agli ETF monetari.
Il Fondo nazionale di garanzia: l’ultima rete
E se, nonostante le regole, i titoli o il denaro non ci fossero? Può succedere in casi rari, per frodi o gravi irregolarità. Per questo esiste il Fondo nazionale di garanzia, a cui aderiscono le banche e le imprese di investimento che operano in Italia.
Interviene quando un intermediario va in liquidazione coatta, fallimento o concordato preventivo e non restituisce quanto ti deve per i servizi di investimento, dopo che il tuo credito è stato riconosciuto nella procedura. Rimborsa fino a 20.000 € per investitore.
Esempio. Hai 60.000 € in ETF e 15.000 € di liquidità presso una banca italiana che fallisce.
- I 60.000 € in ETF sono un patrimonio separato: vengono trasferiti a un’altra banca. Il loro valore resta quello di mercato.
- I 15.000 € di liquidità sono un deposito sotto i 100.000 €: li rimborsa il Fondo di tutela dei depositi.
- Solo se mancassero titoli per irregolarità interverrebbe il Fondo nazionale di garanzia, fino a 20.000 €.
E con i broker esteri?
Molti broker online hanno sede in altri Paesi europei. Se sono autorizzati nell’Unione europea valgono regole simili:
- i titoli dei clienti sono separati dal patrimonio del broker;
- la liquidità depositata presso banche gode della garanzia sui depositi fino a 100.000 €;
- c’è un sistema di indennizzo degli investitori, che però spesso copre meno di quello italiano: in Germania e in Irlanda rimborsa il 90% della perdita, fino a 20.000 €.
Con un broker extraeuropeo, per esempio statunitense o britannico, le tutele dipendono dalle regole di quel Paese: vanno lette con attenzione nei documenti del contratto. E con un broker estero ricordati anche gli obblighi fiscali, come il quadro RW, spiegati nella guida alla tassazione degli ETF.
E se fallisce la società che gestisce l’ETF?
È un rischio diverso da quello del broker. Il patrimonio di un ETF UCITS è separato da quello della società che lo gestisce ed è custodito da una banca depositaria. Se la società fallisce, il fondo passa a un altro gestore oppure viene chiuso: in quel caso i titoli vengono venduti e gli investitori ricevono il valore del patrimonio.
Gli ETF sintetici hanno in più un piccolo rischio legato alla banca dello swap, limitato per legge: lo spieghiamo nella guida agli ETF su swap.
Come ridurre i rischi
- Verifica che l’intermediario sia autorizzato. Banche, SIM e imprese di investimento devono comparire negli albi della Banca d’Italia e della Consob. Diffida di chi promette rendimenti alti e non è iscritto: la Consob pubblica e oscura regolarmente siti di intermediari abusivi.
- Non superare i 100.000 € di liquidità presso la stessa banca, se puoi evitarlo.
- Per patrimoni importanti, valuta di dividerli tra due intermediari: non per paura di perdere i titoli, ma per non restare bloccato durante una procedura.
- Conserva estratti conto e rendiconti, che in caso di procedura dimostrano cosa possedevi.
- Leggi le condizioni dei programmi di prestito titoli prima di aderire: i titoli prestati possono avere tutele diverse. Ne parliamo nell’articolo sul prestito titoli.
In sintesi
- Titoli ed ETF restano tuoi anche se il broker fallisce: sono un patrimonio separato per legge.
- La liquidità in banca è protetta fino a 100.000 € per depositante e per banca; le SIM devono tenerla su conti separati presso banche terze.
- Se mancano titoli o denaro, il Fondo nazionale di garanzia rimborsa fino a 20.000 €.
- Con i broker europei le regole sono simili, ma l’indennizzo è spesso del 90% fino a 20.000 €.
- Il rischio più concreto non è perdere i titoli, ma non poterli usare per qualche tempo durante la procedura.
Domande frequenti
Se la banca o il broker falliscono perdo i miei ETF e le mie azioni?
No, di regola no. In Italia l’articolo 22 del Testo unico della finanza stabilisce che i titoli dei clienti sono un patrimonio separato da quello dell’intermediario: i suoi creditori non possono toccarli. In caso di fallimento vengono trasferiti a un altro intermediario o restituiti.
La liquidità sul conto del broker è protetta?
Dipende. Se il denaro è depositato in una banca, è un deposito bancario coperto dal Fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100.000 € per depositante e per banca. Le SIM devono invece tenere il denaro dei clienti su conti separati presso banche terze.
Cos’è il Fondo nazionale di garanzia?
È il sistema italiano di indennizzo degli investitori. Interviene se un intermediario va in liquidazione coatta, fallimento o concordato preventivo e non restituisce titoli o denaro dovuti per i servizi di investimento, fino a 20.000 € per investitore.
Con un broker estero sono protetto allo stesso modo?
Con un broker autorizzato in un altro Paese dell’Unione europea valgono regole simili: titoli separati, garanzia sui depositi fino a 100.000 € e un sistema di indennizzo degli investitori, che in Germania e in Irlanda copre il 90% della perdita fino a 20.000 €.
Cosa succede se fallisce la società che gestisce l’ETF?
Il patrimonio di un ETF UCITS è separato da quello della società di gestione ed è custodito da una banca depositaria. Se la società fallisce, il fondo passa a un altro gestore oppure viene chiuso e il patrimonio viene rimborsato agli investitori al suo valore.
Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.
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