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Tasse sugli ETF: calcola quanto paghi quando vendi
Inserisci quote, prezzo di carico e prezzo di vendita: vedi subito quanto paghi di tasse, cosa ti resta e cosa succede alle minusvalenze che hai nello zainetto fiscale. Funziona anche per i dividendi degli ETF a distribuzione.
Parametri aggiornati al
I calcoli avvengono nel tuo browser: i numeri che inserisci non vengono inviati né salvati.
Come funziona il calcolo
Per un ETF armonizzato, cioè conforme alla direttiva europea UCITS come quasi tutti quelli in vendita in Italia, il calcolo segue tre passi:
- Guadagno = prezzo di vendita × quote − commissioni di vendita − costo medio di carico × quote.
- Imposta = 26% sul guadagno, ma 12,5% sulla parte del fondo investita in titoli di Stato italiani, di Paesi della white list e di enti sovranazionali.
- Minusvalenze: per gli ETF non si usano. Se invece vendi in perdita, la perdita diventa una minusvalenza valida fino alla fine del quarto anno successivo.
Esempio 1. Vendi 100 quote di un ETF azionario comprate a 80 € a 100 € l’una: guadagno 2.000 €, tasse 520 €.
Esempio 2. Vendi 100 quote di un ETF obbligazionario con l’80% in titoli di Stato, comprate a 90 € e vendute a 100 €: guadagno 1.000 €, tasse 152,00 € invece di 260 €.
Le minusvalenze: il punto che sorprende tutti
Il guadagno di un ETF armonizzato è un reddito di capitale, la perdita è un reddito diverso. Le due categorie non si compensano: chi ha minusvalenze nello zainetto fiscale non può usarle per ridurre le tasse sui guadagni degli ETF, nemmeno dello stesso ETF venduto in perdita in passato.
Esempio 3. Hai 1.200 € di minusvalenze e realizzi un guadagno di 2.000 €. Se il guadagno viene da un ETF paghi comunque 520 €; se viene da un ETC o da un certificato compensi la perdita e paghi 208 €.
Per questo chi ha minusvalenze in scadenza cerca di solito guadagni compensabili, per esempio vendendo azioni o ETC in utile. Tutte le regole, con gli altri casi, sono nella guida alla tassazione degli ETF.
Dividendi e cedole
Sugli ETF a distribuzione si paga il 26% (con il 12,5% sulla parte da titoli di Stato) a ogni pagamento, e le minusvalenze non si possono usare. Negli ETF ad accumulo, invece, non si paga nulla finché non vendi: la differenza sul lungo periodo è spiegata nella guida su ETF a distribuzione o ad accumulo.
Cosa lo strumento non considera
- Le plusvalenze maturate prima del 1° luglio 2014, tassate con aliquote più basse: riguardano solo chi possiede le stesse quote da allora.
- Il regime gestito delle gestioni patrimoniali, in cui guadagni e perdite si compensano tutti.
- Le imposte estere già pagate dal fondo sui dividendi, che restano un costo interno all’ETF.
- Gli obblighi dichiarativi con i broker esteri, come il quadro RW e l’IVAFE.
Fonti
- Testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/1986), art. 44 (redditi di capitale) e art. 67 (redditi diversi)
- Legge 23 marzo 1983, n. 77, art. 10-ter: proventi degli OICR esteri armonizzati
- D.L. 24 aprile 2014, n. 66, art. 3: aliquota del 26% e base ridotta al 48,08% per la quota in titoli di Stato
- Decreto MEF 13 dicembre 2011: come si calcola la quota dei titoli di Stato e white list negli OICR
Domande frequenti
Come si calcolano le tasse sulla vendita di un ETF?
Si toglie dal prezzo di vendita, al netto delle commissioni, il costo medio di carico delle quote, comprese le commissioni di acquisto. Sul guadagno si paga il 26%, con il 12,5% sulla parte del fondo investita in titoli di Stato italiani, white list e sovranazionali.
Perché le minusvalenze non riducono le tasse sugli ETF?
Perché per il fisco italiano il guadagno di un ETF armonizzato è un reddito di capitale, mentre le minusvalenze sono redditi diversi, e le due categorie non si compensano. Le perdite sugli ETF si possono invece usare contro i guadagni di azioni, obbligazioni, ETC, ETN e certificati.
Cos’è il prezzo medio di carico?
È il costo medio di tutte le quote che possiedi, commissioni di acquisto comprese. Se hai comprato in più volte, per esempio con un piano di accumulo, il broker lo calcola come media ponderata e lo mostra nel dossier titoli.
Le tasse sugli ETF le paga il broker?
Con banche e broker italiani, e con alcuni broker esteri che hanno una sede in Italia, sì: in regime amministrato l’intermediario calcola e trattiene le tasse alla vendita. Con un broker estero che non fa da sostituto d’imposta devi dichiararle tu nella dichiarazione dei redditi.
Quanto si paga sui dividendi di un ETF a distribuzione?
Il 26% del provento lordo, con il 12,5% sulla parte che deriva da titoli di Stato. L’imposta si paga a ogni distribuzione e le minusvalenze non si possono usare per ridurla.
Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.
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