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Tasse della partita IVA 2026: forfettario e ordinario a confronto
Inserisci fatturato, tipo di attività e gestione previdenziale: vedi quanto paghi di imposte e contributi nel regime forfettario, quanto ti resta in tasca e come andrebbe con il regime ordinario.
Parametri aggiornati al
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Come funziona il regime forfettario
Nel forfettario il reddito non si calcola togliendo le spese reali: al fatturato incassato si applica un coefficiente di redditività fisso, diverso per ogni tipo di attività: 78% per le professioni, 40% per il commercio, 86% per costruzioni e attività immobiliari, e così via. Dal reddito si tolgono i contributi versati e sul resto si paga un’imposta sostitutiva unica del 15%, che sostituisce IRPEF e addizionali. Per i primi cinque anni di una nuova attività, se si rispettano i requisiti, l’imposta scende al 5%.
imposta = (fatturato × coefficiente − contributi) × 15%
Esempio. Una consulente iscritta alla Gestione separata fattura 40.000 € e ha 4.000 € di costi. Il reddito forfettario è 31.200 €; i contributi sono 8.134 € e l’imposta 3.460 €. Le restano 24.406 € l’anno, contro 20.367 € con il regime ordinario.
Quanto resta netto, fatturato per fatturato
Professionista nella Gestione separata, coefficiente 78%, imposta al 15%, costi reali pari al 10% del fatturato.
| Fatturato | Contributi | Imposta | Netto forfettario | Netto ordinario |
|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 4.067 € | 1.730 € | 12.203 € | 10.960 € |
| 30.000 € | 6.100 € | 2.595 € | 18.305 € | 15.638 € |
| 40.000 € | 8.134 € | 3.460 € | 24.406 € | 20.367 € |
| 60.000 € | 12.201 € | 5.190 € | 36.609 € | 28.767 € |
| 80.000 € | 16.268 € | 6.920 € | 48.812 € | 36.794 € |
I contributi previdenziali nel 2026
- Gestione separata INPS, per i professionisti senza cassa: 26,07% del reddito, fino al massimale di 122.295 €.
- Artigiani e commercianti: un contributo fisso sul reddito minimale di 18.808 €(4.521,36 € per gli artigiani, 4.611,64 € per i commercianti), dovuto anche se guadagni meno, più il 24% (24,48% per i commercianti) sul reddito che supera il minimale, con un punto in più oltre 56.224 €. Nel forfettario si può chiedere la riduzione del 35%, che però riduce anche i contributi accreditati per la pensione.
- Casse professionali (avvocati, ingegneri, commercialisti…): ogni cassa ha aliquote, minimi e contributo integrativo propri. Inserisci l’aliquota del contributo soggettivo della tua cassa.
Forfettario o ordinario: quando cambia la risposta
Il forfettario conviene quasi sempre a chi ha pochi costi, perché il coefficiente riconosce spese forfettarie più alte di quelle reali e l’imposta al 15% è più bassa delle aliquote IRPEF. Il vantaggio si riduce quando i costi veri sono alti rispetto al coefficiente.
Esempio. Un commerciante fattura 60.000 € con 30.000 € di costi (coefficiente 40%). Nel forfettario gli restano 21.400 €, nell’ordinario 17.548 €: la differenza è di 3.851 € a favore del forfettario.
Chi può usare il forfettario
- Chi l’anno prima ha avuto ricavi o compensi fino a 85.000 €.
- Chi ha speso al massimo 20.000 € lordi per lavoratori dipendenti e collaboratori.
- Chi l’anno prima non ha avuto redditi da lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 € (soglia confermata per il 2026), salvo che il rapporto di lavoro sia cessato.
- Chi non partecipa a società di persone o associazioni professionali e non controlla SRL con attività riconducibili alla propria, e chi non lavora prevalentemente per il datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni.
Cosa lo strumento non considera
- Acconti e saldi: imposte e contributi si pagano in parte in anticipo; il calcolo mostra il totale dell’anno.
- Il contributo integrativo e i minimi delle casse professionali.
- Le detrazioni personali (familiari, spese mediche, mutuo) e gli altri redditi, che nel regime ordinario possono abbassare l’imposta.
- IRAP, imposta di bollo sulle fatture e diritto camerale.
- Le gestioni INPS diverse, come quelle con aliquota ridotta per chi è già iscritto a un’altra forma di previdenza obbligatoria.
Fonti
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54–89, e allegato 4: regime forfettario e coefficienti di redditività
- Testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/1986), artt. 11 e 13: IRPEF e detrazione per lavoro autonomo
- Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026: contributi di artigiani e commercianti
- Circolare INPS 2026 sulle aliquote e i limiti della Gestione separata
Domande frequenti
Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?
Si moltiplica il fatturato incassato per il coefficiente di redditività della tua attività, si tolgono i contributi previdenziali versati e sul risultato si applica un’imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per i primi cinque anni di una nuova attività. Le spese reali non contano: le considera già il coefficiente.
Quanto si paga di contributi INPS con la partita IVA?
Dipende dalla gestione. I professionisti senza cassa versano alla Gestione separata il 26,07% del reddito. Artigiani e commercianti pagano un contributo fisso sul reddito minimo (circa 4.500 € l’anno nel 2026) più il 24% o il 24,48% sulla parte che lo supera; nel forfettario possono chiedere la riduzione del 35%. Chi è iscritto a un ordine versa alla propria cassa con le sue regole.
Conviene il forfettario o il regime ordinario?
Nella maggior parte dei casi, sotto gli 85.000 € di fatturato, il forfettario fa pagare meno imposte ed è più semplice. Può convenire l’ordinario quando i costi reali sono molto più alti di quelli riconosciuti dal coefficiente, o quando ci sono molte detrazioni personali da sfruttare. Lo strumento mette i due regimi uno accanto all’altro.
Cosa succede se supero 85.000 € di fatturato?
Se superi 85.000 € esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 € l’uscita è immediata: dall’anno stesso si applicano IVA e regole dell’ordinario, a partire dalle operazioni che fanno superare la soglia.
Chi può avere la tassazione al 5%?
Chi apre una nuova attività e nei tre anni precedenti non ha esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, non prosegue un’attività svolta prima come dipendente o collaboratore (salvo la pratica obbligatoria) e, se rileva un’attività altrui, questa rispettava i limiti del regime. L’aliquota ridotta vale per l’anno di inizio e i quattro successivi.
Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.
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