Tassazione degli ETF in Italia: plusvalenze, minusvalenze e bollo
Sugli ETF si paga il 26% sul guadagno, ma con due eccezioni importanti: la parte investita in titoli di Stato paga meno, e le perdite passate non si possono usare contro i guadagni degli ETF. Vediamo tutte le regole aggiornate al 2026, con esempi in euro e cosa fare se hai minusvalenze da recuperare.
di Valentino RoccoPubblicato il 6 min di lettura
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Gli ETF hanno una fiscalità tutta loro, che spesso sorprende anche chi investe da anni. L’aliquota è quella che ti aspetti, il 26%, ma ci sono due regole che cambiano molto le cose: l’aliquota ridotta sui titoli di Stato e l’impossibilità di usare le perdite passate contro i guadagni degli ETF.
Vediamo tutte le regole in vigore nel 2026, con esempi in euro, e cosa puoi fare se hai minusvalenze da recuperare.
Prima di tutto: il tuo ETF è armonizzato?
Quasi tutti gli ETF che puoi comprare in Italia sono armonizzati, cioè rispettano la direttiva europea UCITS: lo trovi scritto nel KID e nel nome del fondo (spesso c’è proprio la sigla «UCITS ETF»). Tutto quello che segue vale per loro.
Gli ETF non armonizzati, come quelli quotati negli Stati Uniti, hanno una fiscalità molto meno favorevole: i guadagni entrano nel reddito complessivo e si pagano con le aliquote IRPEF, dal 23% al 43%. Per i risparmiatori europei sono comunque quasi sempre impossibili da comprare, perché non hanno il KID richiesto dalle regole europee.
Attenzione anche a non confondere gli ETF con gli ETC e gli ETN, che in borsa sembrano uguali ma sono titoli di debito: hanno una fiscalità diversa, come vedremo tra poco.
Quanto si paga: 26% e 12,5%
Su un ETF armonizzato paghi un’imposta sostitutiva del 26% su:
- il guadagno quando vendi, cioè la differenza tra prezzo di vendita e costo medio di acquisto delle quote;
- i proventi distribuiti, se l’ETF paga dividendi o cedole.
La parte del fondo investita in titoli di Stato italiani, di Paesi della white list (quelli che scambiano informazioni fiscali con l’Italia) e di enti sovranazionali come la Banca europea per gli investimenti è tassata al 12,5%. Tecnicamente, quella parte del guadagno viene conteggiata al 48,08% e poi tassata al 26%: il risultato è proprio il 12,5%.
La percentuale di titoli di Stato non la calcoli tu: l’emittente la pubblica ogni sei mesi in base al patrimonio medio del fondo, e il tuo intermediario la applica in automatico. Conta quello che il fondo possiede davvero: un ETF sintetico su titoli di Stato con un paniere di azioni paga il 26% pieno, come spieghiamo nella guida agli ETF su swap.
Esempio 1: ETF azionario. Compri quote per 8.000 € e le vendi per 10.000 €. Guadagno: 2.000 €. Tasse al 26%: 520 €.
Esempio 2: ETF obbligazionario. Guadagni 1.000 € su un ETF che ha il 70% del patrimonio in titoli di Stato della white list.
- 700 € al 12,5% = 87,50 €
- 300 € al 26% = 78,00 €
- Totale: 165,50 €, pari a un’aliquota media del 16,55%.
Quando si pagano le tasse
- ETF a distribuzione: a ogni pagamento di dividendi o cedole, e poi alla vendita sul guadagno di prezzo.
- ETF ad accumulo: solo quando vendi. Questo rinvio, sul lungo periodo, lascia più soldi investiti: lo spieghiamo con i numeri in ETF a distribuzione o ad accumulo.
Se hai comprato lo stesso ETF in momenti diversi, per esempio con un piano di accumulo, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato di tutte le quote.
Il nodo delle minusvalenze
Qui sta la regola che sorprende tutti. Per il fisco italiano:
- il guadagno su un ETF armonizzato è un reddito di capitale;
- la perdita su un ETF armonizzato è un reddito diverso, cioè una minusvalenza.
Le minusvalenze si possono compensare solo con altri redditi diversi. Quindi:
| Hai una minusvalenza… | …e poi guadagni con | Si compensa? |
|---|---|---|
| su qualsiasi titolo | un ETF armonizzato | No |
| su qualsiasi titolo | dividendi o cedole di un ETF | No |
| su un ETF | azioni, obbligazioni (vendute prima della scadenza) | Sì |
| su un ETF | ETC, ETN, certificati, derivati | Sì |
Le minusvalenze valgono fino alla fine del quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate: una perdita del 2026 si può usare fino al 31 dicembre 2030. Poi scadono.
Esempio 3. Nel 2026 vendi un ETF in perdita di 1.500 €. Nel 2027 guadagni 2.000 €.
- Se il guadagno viene da un altro ETF: paghi 520 € di tasse e la minusvalenza resta inutilizzata.
- Se il guadagno viene da un’azione o da un ETC: compensi 1.500 € e paghi il 26% solo su 500 €, cioè 130 €. Risparmi 390 €.
Lo zainetto fiscale
Nel regime amministrato, le minusvalenze restano registrate presso l’intermediario in quello che si chiama zainetto fiscale, e vengono usate in automatico quando realizzi un guadagno compensabile.
Se chiudi il conto, la banca o il broker ti rilascia una certificazione: puoi usare le minusvalenze nella dichiarazione dei redditi, oppure portarle presso un nuovo intermediario se trasferisci tutto il dossier con gli stessi intestatari.
Come si recuperano in pratica
Chi ha minusvalenze in scadenza di solito cerca un guadagno compensabile: per esempio vendendo azioni o ETC in guadagno, oppure usando strumenti che replicano un indice e producono redditi diversi. Ogni scelta ha costi e rischi propri, quindi conviene valutarla con calma: risparmiare qualche centinaio di euro di tasse non deve portare a un investimento che non avresti fatto comunque.
Regime amministrato, dichiarativo o gestito
Regime amministrato. È quello di partenza con banche e broker italiani: l’intermediario calcola, trattiene e versa le tasse per te, come sostituto d’imposta, e gestisce lo zainetto fiscale. Non devi indicare nulla nella dichiarazione dei redditi.
Regime dichiarativo. Calcoli e dichiari tu guadagni e perdite nella dichiarazione dei redditi: i proventi degli ETF nel quadro RM, le plusvalenze e minusvalenze nel quadro RT. È obbligatorio con i broker esteri che non fanno da sostituto d’imposta. In questo caso devi anche:
- compilare il quadro RW, per il monitoraggio delle attività finanziarie all’estero;
- pagare l’IVAFE, lo 0,2% del valore, che sostituisce l’imposta di bollo.
Alcuni broker esteri con una sede in Italia offrono il regime amministrato: vale la pena verificarlo prima di aprire il conto.
Regime gestito. Riguarda le gestioni patrimoniali: si tassa il risultato complessivo della gestione, quindi guadagni e perdite si compensano tutti, ETF compresi. In cambio si pagano le commissioni del gestore.
L’imposta di bollo
Ogni anno, sul dossier titoli, paghi l’imposta di bollo dello 0,2% del valore dei prodotti finanziari, ETF compresi. Per le persone fisiche non c’è un tetto massimo. Viene calcolata in base al periodo di rendicontazione, di solito sul valore a fine anno, e trattenuta dalla liquidità sul conto.
Esempio 4. Un dossier con 30.000 € in ETF al 31 dicembre paga 60 € di bollo per quell’anno.
In sintesi
- Gli ETF armonizzati pagano il 26% su guadagni e distribuzioni, il 12,5% sulla parte investita in titoli di Stato.
- I guadagni degli ETF sono redditi di capitale e non compensano le minusvalenze; le perdite sugli ETF compensano invece i guadagni di azioni, obbligazioni, ETC, ETN e certificati.
- Le minusvalenze scadono alla fine del quarto anno successivo.
- Con un broker italiano in regime amministrato pensa a tutto l’intermediario; con un broker estero spesso devi dichiarare tu e compilare il quadro RW.
- Bollo o IVAFE: 0,2% l’anno del valore.
Vuoi fare il conto con i tuoi numeri? Il calcolatore delle tasse sugli ETF ti dice quanto paghi vendendo, con la quota in titoli di Stato e le minusvalenze nello zainetto.
Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: questa guida è aggiornata a ottobre 2026. Per i casi particolari, come successioni, donazioni o redditi esteri complessi, conviene sentire un commercialista.
Domande frequenti
Quanto si paga di tasse sugli ETF in Italia?
Il 26% sul guadagno, sia quando vendi le quote sia quando l’ETF distribuisce dividendi o cedole. La parte del fondo investita in titoli di Stato italiani, di Paesi della white list o di enti sovranazionali è tassata al 12,5%.
Le minusvalenze si possono compensare con i guadagni degli ETF?
No. I guadagni degli ETF armonizzati sono redditi di capitale, mentre le perdite sono redditi diversi, e le due categorie non si compensano. Una perdita su un ETF si può invece usare contro i guadagni di azioni, obbligazioni, ETC, ETN o certificati, entro il quarto anno successivo.
Entro quando si possono usare le minusvalenze?
Entro il quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate: una minusvalenza del 2026 si può usare fino al 31 dicembre 2030. Nel regime amministrato resta registrata presso il tuo intermediario.
Con un broker estero come si pagano le tasse sugli ETF?
Se il broker non fa da sostituto d’imposta, sei in regime dichiarativo: indichi i guadagni e le perdite nella dichiarazione dei redditi, compili il quadro RW per il monitoraggio fiscale e paghi l’IVAFE dello 0,2% al posto dell’imposta di bollo.
Gli ETF pagano l’imposta di bollo?
Sì, come tutti i prodotti finanziari nel dossier titoli: lo 0,2% l’anno del valore, calcolato di solito sul valore a fine anno o a fine periodo di rendicontazione. Per le persone fisiche non c’è un tetto massimo.
Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.
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