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Prestito titoli negli ETF: come funziona e quali rischi comporta

Molti ETF a replica fisica prestano una parte dei titoli che possiedono e incassano una commissione. È un modo per abbassare i costi, ma introduce un piccolo rischio. Vediamo come funziona il meccanismo, chi ci guadagna e cosa controllare prima di scegliere un ETF.

di Valentino RoccoPubblicato il 5 min di lettura

In questa pagina
  1. Perché un ETF presta i suoi titoli
  2. Come funziona, passo per passo
  3. Chi ci guadagna davvero
  4. I rischi, uno per uno
  5. Cosa controllare sul tuo ETF
  6. E il tuo broker?
  7. In sintesi

Leggendo la scheda di un ETF a replica fisica trovi spesso una voce come «prestito titoli: sì» o «securities lending». Vuol dire che il fondo presta una parte delle azioni o delle obbligazioni che possiede e incassa qualcosa in cambio.

Ti spiego perché lo fa, come funzionano le garanzie, chi ci guadagna e quali rischi esistono davvero, così puoi decidere con calma se per te è un problema o un vantaggio.

Perché un ETF presta i suoi titoli

Un ETF fisico possiede migliaia di titoli che, di solito, restano fermi nel suo portafoglio. Sul mercato c’è chi ha bisogno di prenderli in prestito per qualche giorno o settimana:

  • chi vuole vendere allo scoperto, cioè scommettere sul ribasso di un titolo;
  • banche e intermediari che devono consegnare titoli per chiudere operazioni già fatte;
  • i market maker, che garantiscono gli scambi in borsa e hanno bisogno di scorte.

Chi prende in prestito paga una commissione. Per l’ETF è un piccolo guadagno extra su titoli che avrebbe comunque tenuto fermi: quel guadagno aiuta a coprire i costi del fondo e ad avvicinarne il rendimento a quello dell’indice.

Come funziona, passo per passo

L’ETFpossiede i titoli dell’indice
affida i prestiti a
Agente di prestitospesso una società dell’emittente: sceglie i prestatari e controlla le garanzie
presta i titoli per un periodo
garanzie di valore superiore e una commissione
Chi prende in prestitobanche, broker, fondi
Alla fine del prestito i titoli tornano al fondo e le garanzie vengono restituite.
  1. L’ETF, attraverso un agente di prestito, presta una parte dei titoli a un operatore selezionato.
  2. Chi li riceve deposita in cambio una garanzia (il collaterale): titoli di Stato, obbligazioni di qualità o azioni di grandi società, per un valore superiore a quello dei titoli prestati, spesso del 2–10% in più.
  3. Ogni giorno si ricalcola il valore dei titoli prestati e delle garanzie: se il prestito vale di più, chi l’ha ricevuto deve aggiungere altre garanzie.
  4. L’ETF può richiamare i titoli quando vuole, per esempio per votare in assemblea o se deve venderli.
  5. A fine prestito i titoli tornano al fondo, le garanzie tornano a chi le aveva date e la commissione resta da dividere.

Chi ci guadagna davvero

I ricavi del prestito non vanno tutti agli investitori. Si dividono tra il fondo e chi organizza i prestiti, cioè l’agente o la società che gestisce l’ETF. A seconda dell’emittente, al fondo resta di solito una quota che va da circa il 60% a circa il 90% dei ricavi netti.

Esempio con numeri ipotetici. Un ETF presta in media il 15% dei titoli e il prestito rende lo 0,05% l’anno sul patrimonio totale del fondo. Se al fondo resta il 70%, il guadagno per gli investitori è circa lo 0,035% l’anno. Su un ETF con un costo annuo dello 0,12%, vuol dire recuperare quasi un terzo dei costi.

Sono cifre piccole, ma su indici con titoli molto richiesti, come le piccole società o alcuni mercati emergenti, i ricavi possono essere più alti. È uno dei motivi per cui alcuni ETF fisici rendono quasi quanto l’indice, o persino di più, nonostante il costo annuo: lo vedi dalla tracking difference, spiegata nella guida al costo effettivo di un ETF.

I rischi, uno per uno

Il fallimento di chi ha preso i titoli. È il rischio principale. Se il prestatario fallisce e non restituisce i titoli, l’ETF vende le garanzie e ricompra i titoli sul mercato. Ci rimette solo se, in quel momento, le garanzie valgono meno dei titoli da ricomprare: per questo sono superiori al valore prestato e ricalcolate ogni giorno.

La qualità delle garanzie. Garanzie poco liquide o di emittenti deboli sarebbero difficili da vendere proprio nel momento peggiore. Le regole europee per i fondi UCITS impongono garanzie di qualità, diversificate e facili da vendere.

Il reinvestimento delle garanzie in contanti. Quando la garanzia è in denaro, alcuni fondi la reinvestono per guadagnare qualcosa in più. È la parte più delicata: nella crisi del 2008 alcuni prestatori americani persero soldi proprio così. Molti ETF europei accettano solo garanzie in titoli, oppure reinvestono il denaro in strumenti molto sicuri.

La copertura dell’emittente. Diversi emittenti si impegnano a coprire con il proprio bilancio eventuali perdite dovute al fallimento di un prestatario. È una protezione in più, che conviene verificare nella policy del fondo.

Messi insieme, questi meccanismi rendono il rischio molto piccolo. Non è zero, ed è simile al rischio di controparte degli ETF sintetici, di cui parliamo nella guida su replica fisica o sintetica.

Cosa controllare sul tuo ETF

Sul sito dell’emittente, nella scheda dell’ETF o nella relazione annuale, trovi:

  • se il fondo presta i titoli e quale percentuale del patrimonio è in prestito, in media e al massimo;
  • il tipo di garanzie accettate e di quanto superano il valore prestato;
  • come si dividono i ricavi tra fondo ed emittente;
  • se l’emittente offre una copertura in caso di inadempienza del prestatario.

Un ETF che presta poco, con garanzie in titoli di Stato e una buona quota dei ricavi agli investitori, ha un profilo prudente. Uno che presta gran parte del patrimonio non è per forza peggiore, ma vale la pena guardarlo con più attenzione.

E il tuo broker?

Il prestito titoli non riguarda solo i fondi. In Italia l’articolo 22 del Testo unico della finanza vieta agli intermediari di usare i titoli dei clienti senza il loro consenso scritto. Alcuni broker, anche esteri, propongono programmi di prestito facoltativi: se aderisci, presti le tue azioni o i tuoi ETF e ricevi una parte dei ricavi.

Prima di aderire leggi bene le condizioni: i titoli prestati possono avere tutele diverse da quelli semplicemente custoditi. Come sono protetti i tuoi titoli in caso di problemi del broker lo spieghiamo nell’articolo su cosa succede se il broker fallisce.

In sintesi

  • Molti ETF fisici prestano una parte dei titoli e incassano una commissione, che aiuta a ridurre i costi.
  • Il prestito è coperto da garanzie superiori al valore prestato, ricalcolate ogni giorno.
  • Il rischio è piccolo e riguarda il fallimento del prestatario insieme a garanzie insufficienti.
  • I ricavi si dividono tra fondo ed emittente: controlla la quota che resta agli investitori e la policy del tuo ETF.

Domande frequenti

Cos’è il prestito titoli negli ETF?

È un’operazione in cui l’ETF presta per un periodo alcuni dei titoli che possiede a banche o altri operatori, che pagano una commissione e lasciano in garanzia altri titoli di valore superiore. Alla fine i titoli prestati tornano al fondo.

Il prestito titoli è pericoloso per chi compra l’ETF?

Il rischio è piccolo: perderesti qualcosa solo se chi ha preso in prestito i titoli fallisse e allo stesso tempo le garanzie non bastassero a ricomprarli. Le garanzie sono di solito superiori al valore prestato e vengono ricalcolate ogni giorno.

Chi guadagna dal prestito titoli?

I ricavi si dividono tra il fondo, quindi gli investitori, e l’emittente o l’agente che organizza i prestiti. La quota che resta al fondo varia secondo l’emittente ed è indicata nei documenti dell’ETF.

Come faccio a sapere se il mio ETF presta i titoli?

Lo trovi nella scheda dell’ETF sul sito dell’emittente, alla voce prestito titoli o securities lending, e nella relazione annuale del fondo, che riporta la percentuale di patrimonio prestata, il tipo di garanzie e i ricavi.

Anche il mio broker può prestare i miei titoli?

In Italia l’intermediario non può usare i titoli dei clienti senza il loro consenso scritto. Alcuni broker propongono programmi di prestito facoltativi: se aderisci, condividono con te una parte dei ricavi, ma i titoli prestati possono avere tutele diverse.

Questo contenuto ha scopo divulgativo e non è una consulenza finanziaria personalizzata. Prima di prendere decisioni valuta la tua situazione e, se serve, rivolgiti a un consulente abilitato.

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